BOLZANO. Un’azienda felice fa felici i dipendenti o è il contrario? La si guardi da una parte o dall’altra la questione è che tenere insieme le due felicità è anche economico. «Spesso - dice ad esempio Federica Viganò, ricercatrice alla Lub - un imprenditore che tiene in conto le esigenze anche familiari del personale, offre flessibilità e chiede collaborazione, raggiunge prima gli obiettivi. E li mantiene nel tempo». Si chiama “welfare aziendale” ed è la nuova frontiera di un possibile patto sociale 4.0. Che è diventato solidamente sussidiario rispetto al classico welfare pubblico, ma molto più misurabile in termini di rapporto costi-benefici. Tutto questo è emerso ieri, in Camera di Commercio, alla consegna dei certificati audit “famigliaelavoro”. Che sono un po’, detto in soldoni, come i certificati Casaclima per gli edifici: garantiscono che quell’azienda è sostenibile, ma questa volta anche in termini sociali. Che tiene conto delle compatibilità ambientali (benessere nel lavoro) e di quelle umane (benessere dei dipendenti). Audit è in sostanza «uno strumento di management il cui obiettivo è l’attuazione di una politica del personale orientata alla famiglia». Lo ha sottolineato anche l’assessora Waltraud Deeg dicendo che «la conciliazione tra lavoro e famiglia è uno dei pilastri della nostra economia e tiene conto anche delle direttive europee in materia».

Tanto che, ha aggiunto Michl Ebner, presidente della Camera di commercio «con l’audit lavorare diventa più gradevole e, dall’altra parte, i posti di lavoro delle ditte certificate sono più appetibili». Tanto che condizioni favorevoli rispetto alla singole situazioni di vita privata costituiscono per i dipendenti «uno stimolo motivazionale aggiuntivo che ripagherà l’impresa nel lungo periodo». Un esempio? All’hotel Tyrol di Selva Gardena i Micheli, che sono da cinquant’anni i proprietari e la loro struttura è tra le nuove imprese certificate, hanno introdotto l’orario flessibile accanto a quello obbligatorio, i team possono organizzarsi i tempi in autonomia, mangiare sano o portarsi i pasti particolari da casa. «Poi - dicono - abbiamo fissato un orario per le mamme e tutti vengono informati in forma scritta delle possibilità di conciliazione famiglia e lavoro». Con il Tyrol, hanno ottenuto la “patente” audit o l’ottimizzazione e il consolidamento della stessa e premiati per l’occasione ieri mattina anche Alperia, AssiBroker International, Ecorott Srl, Learning Center coop, la stessa Camera di Commercio ospite dell’evento, e ancora Paideias Onlus, R.W. Grass Srl, Sarner Holz Group, convitto Antonianum, Tpa Srl, Zeni Carlo elaborazione dati, Hoppe, hotel Ortlerspitz, Ivoclar Vivadent, Katholischer Familienverband, Lechner Trans, Lechner Herbert azienda agricola Raiffeisen Oltradige, Spedizioni Mayr Manuela Srl, Banca popolare dell’Alto Adige, Em Group Italia Srl e Schwabe Pharma Italia. Come si ottiene la certificazione? Non è semplice. Audit valuta attentamente i processi produttivi, l’organizzazione, elabora poi soluzioni possibili attraverso un “auditore” ad hoc. Per poi alla fine offrire un panorama di vantaggi indiscutibile: aumento dell’attrattività quale datore di lavoro, vantaggi concorrenziali nella ricerca di personale qualificato, inserimento nella rete europea con un marchio di qualità. A fronte, i risultati sono un ridotto tasso di assenza per malattia, motivazione, riduzione dei congedi parentali, rapporti di lavoro più stabili. Sia la Provincia che la Camera di Commercio, poi, sostengono chi vuole avviarsi su questo percorso con incentivi e contributi del 50% sui costi della certificazione. Perché farlo? «Perchè la società è cambiata - spiega la ricercatrice Lub - e nulla è come prima». Le famiglie si riducono, aumentano i single, la popolazione invecchia, i giovani latitano, cambiano le esigenze personali.

Un esempio? Adesso ormai fa parte della famiglia anche un gatto o un cane e gli animali contribuiscono al benessere e dunque anche esigenze a loro legate vanno tenute in conto. E il loro soddisfacimento produce buon clima lavorativo. Cambia il mondo, devono cambiare le imprese.(p.ca.)