BOLZANO. Un sorriso, un naso rosso, un palloncino. E tutto cambia. I giorni infiniti che i piccoli pazienti sono costretti a passare in ospedale, diventano meno amari per qualche ora a settimana. E tutto grazie all’associazione “Medicus Comicus”, fatta di cinque clown “dottori” che ogni giorno passano il loro tempo nei nosocomi della provincia di Bolzano, per portare sorrisi e tanta allegria tra i bambini ricoverati. Proprio ieri, alcuni di questi “mattacchioni” in camice bianco hanno occupato l’ingresso dell’Ospedale di Bolzano, per raccontare chi sono e cosa fanno (per tutta la settimana quest’opera di sensibilizzazione viene fatta in tutte le strutture sanitarie dell’Alto Adige). “Siamo qui per piccoli, adulti ed anziani - racconta la presidentessa Hedwig Wiedenhofer - Ogni anno visitiamo cinquemila bambini e cerchiamo di portare un po’ di sole nelle lunghe giornate all’ospedale. Basta così poco: un naso rosso ed una parrucca e la loro giornata cambia».
Ieri il San Maurizio è stato percorso in lungo e in largo da due clown dell’associazione. Armate di palloncini, polli di plastica e da un simpatico peluche “stabilizzatore di pressione” chiamato Ugo, hanno portato sorrisi e allegria.
“Io sono Fridoline Fritz - racconta subito una di loro, al secolo Karin Meraner -. Ed oggi è il mio compleanno! Ma non chiedetemi quanti anni ho. Io festeggio il compleanno cinque o sei volte l’anno, quindi sono piuttosto anziana”, Da dodici anni la simpatica “dottoressa pagliaccia”, come si definisce lei, fa questo lavoro. “Mi rende felice perché amo i bambini - racconta -. E soprattutto perché do tanto, ma ricevo tanto in cambio. Il sorriso di un piccolo mi ripaga di tutta la fatica”. Ma non c’è molto tempo per parlare. La collega clown di Fridoline è “gelosa”: anche lei vuole raccontare qualcosa ai bambini. “Io mi chiamo Dolcella Salatella - spiega -. Ma attenzione, senza mortadella e senza Nutella. E’ importante”.
E’ a dir poco esilarante la Clown Dolcella, il cui vero nome è Barbara Fingerle, una nota attrice bolzanina. Un motore di idee ed energia.
Da quindici anni gira per gli ospedali della provincia armata di naso rosso e fiocco verde in testa. “Ho iniziato senza sapere cosa volesse dire - spiega -. Con il tempo però la mia passione per questo lavoro non ha fatto altro che crescere. Portare la gioia nelle giornate tristi di questi piccoli pazienti trasforma un lavoro in un piacere. Sai che loro, ricoverati magari da settimane, non aspettano altro se non il tuo arrivo e la luce che porti in reparto. E allora che sia natale, pasqua o ferragosto non importa: sei felice di portare felicità”.
I benefici di queste visite sono più che evidenti, come conferma anche Evi Ochsenreiter, che oltre a fare parte dell’associazione “Medicus Comicus” è infermiera in chirurgia pediatrica presso l’Ospedale di Bolzano.
“E’ come se per un giorno i clown portassero i bambini in un altro mondo - spiega Evi Ochsenreiter -. Quando arrivano loro tutto cambia: i piccoli sono più allegri, più aperti e più facili da gestire. Il trauma che subisce un bambino catapultato dalla sua casa all’ospedale è notevole, ma i nostri clown riescono a trasformare le loro lacrime in sorrisi in pochi minuti. E così tutto diventa meno triste”.
«E’ scientificamente provato che il sorriso favorisce il processo di guarigione - conclude il dottor Joseph Egger, primario di pediatria presso l’ospedale di Merano e membro del comitato Medicus Comicus -. Rafforza il sistema immunitario, produce ormoni della felicità, abbassa la pressione ed attiva importanti aree del nostro cervello. Quando i clown arrivano in reparto portano un buon umore contagioso dall’effetto benefico che dura nel tempo”.
GUARDA IL VIDEO
E COMMENTA
WWW.ALTOADIGE.IT

