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BOLZANO. Hanno pagato un risarcimento morale (per lo più simbolico) al gioielliere rapinato e sono riusciti a patteggiare una pena decisamente soft, ottenendo tra il resto la scarcerazione e la concessione degli arresti domiciliari. E’ la strategia processuale seguita dai nomadi che nel giugno scorso presero di mira la gioielleria «Chiodarelli» di via Milano a Bolzano rubando una sessantina di collane in oro per un valore di 15 mila euro. Ieri davanti al giudice Walter Pelino, Silvana Reinard ha patteggiato 2 anni e 4 mesi, il suo compagno di sventura (nonchè genero) Fonzi di Colombi 2 anni e mezzo. Sono entrambi nomadi. Dopo il colpo vennero intercettati ed arrestati dalle forze dell’ordine nella zona di Verona. Il bottino fu recuperato.
Ora, dopo un mese abbondante di carcere, i due rapinatori hanno definito il loro debito con la giustizia ottenendo, come detto, gli arresti domiciliari a Milano. La strategia messa a punto dall’avvocato difensore Nicola Nettis ha permesso ai due imputati di godere anche dell’attenuante del danno risarcito proprio grazie al risarcimento simbolico (di carattere morale) riconosciuto al gioielliere Chiodarelli che rischiò anche di essere investito dall’auto dei rapinatori in fuga. I due hanno dovuto rispondere in concorso di rapina impropria e delle lesioni (gravi, in quanto guarite in 21 giorni) provocate al gioielliere durante la fuga. Come si ricorderà, ad agire in prima battuta fu la donna che si presentò della gioielleria figendosi una cliente interessata ad acquistare una catenina in oro. In realtà approfittando di un momento di disattenzione del titolare la donna arraffò un rotolo di collane in oro, fuggendo. Ad attenderla in macchina c’era Fonzi Di Colombi .
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