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BOLZANO. Razione doppia di fischi in piazza per i Freiheitlichen ieri mattina. Sono stati contestati per le liquidazioni incassate da Pius Leitner e Ulli Mair e per il caso dello scontrino per oggetti sexy finito nella documentazione del gruppo consiliare acquisito dalla Guardia di finanza. «Freiheitliche Sexy shop-Bunga bunga» è il cartello che è stato loro dedicato ieri in piazza. In più, un fallo gonfiabile. Ma la Obfrau Ulli Mair ieri ha ribadito: «Nessuno ha speso denaro pubblico per quegli oggetti». La tesi è: lo scontrino è finito per errore insieme agli altri. Gli oggetti sono stati regalati per scherzo a Sigmar Stocker dagli altri colleghi del gruppo consiliare. Il 16 maggio è il compleanno di Stocker e il 16 maggio 2012 i Freiheitlichen sono andati da Beate Uhse a fare spesa.
E adesso si sa anche cosa è stato acquistato con i 64 euro battuti sullo scontrino. Il pacchetto rosso del sexy shop è ancora nell’ufficio di Stocker. È lì dal 2012, spiega. Ancora impacchettati, i regali. Un anello vibratore, un perizoma e una pallina anti-stress a forma di seno. Una goliardata tra colleghi, ma con quale denaro? Anche Stocker assicura che si è trattato di un errore: «Ci sarà stato lo scontrino su una scrivania e qualcuno lo avrà messo nella cartella sbagliata». I Freiheitlichen reagiscono alle polemiche attaccando a loro volta. Così Ulli Mair: «Dov’è il rispetto per la privacy? ». Così Stocker: «Dopo la visita della Guardia di finanza, che ha portato via la documentazione di tutti i gruppi consiliari, non abbiamo più sentito nulla. Nessuno ci ha chiesto perché quello scontrino fosse finito lì dentro». Va ricordato che nel 2012 i gruppi consiliari non erano tenuti a certificare le spese sostenute e rimborsate dal consiglio provinciale. A fine anno andava presentata una autocertificazione, che attestasse che il denaro era stato speso per i fini istituzionali previsti dal regolamento.
La vera svolta arriverà grazie al regolamento approvato ieri, che introduce la certificazione delle spese. I Freiheitlichen comunque si difendono: «Anche se non obbligatoria, abbiamo sempre tenuto una contabilità interna con scontrini e fatture delle spese. E comunque, su 90 mila euro di finanziamento annuale dal consiglio provinciale, ne spendiamo circa 80 mila per il personale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA


