BOLZANO. Al di là delle «bacchettate» dei giudici della Corte dei Conti per la clamorosa vicenda della gestione dello stadio Druso, la sentenza con cui l’altro giorno è stata stabilita la mancanza di danno erariale da addebitare ai protagonisti ha portato anche ad un importante chiarimento: il contratto-concessione firmato dall’amministrazione comunale a favore del Bolzano Calcio di Franco Murano è legittimo e pienamente legittimo è anche il metodo con cui l’amministrazione intendeva procedere riconoscendo allo stesso Murano un contributo annuale di 180 mila euro per la gestione dello stadio. Si tratta di un pronunciamento giuridico che dovrebbe dunque trovare conferma anche in sede amministrativa.
E’ attesa infatti di giorno in giorno la decisione dei giudici del Tar ai quali il presidente Murano si è rivolto per ottenere il pagamento di quanto previsto (e pienamente condiviso dal consiglio comunale nella seduta del 30 gennaio 2007). Come noto l’intesa raggiunta in consiglio considerava l’incarico gestionale affidato al Bolzano Calcio corrispettivamente connesso con il contributo “pattuito in 180 mila euro” pur se non contestualmente approvato, essendo stata prefigurata una apposita delibera di giunta. Proprio su questo punto i giudici della Corte dei Conti giungono ad una conclusione importante e, forse, decisiva. «Tale nesso di corrispettività - si legge in sentenza - appare al collegio un dato fondamentale ed ineludibile, il quale non può venire offuscato dai successivi intricati sviluppi della vicenda, così come appare fuori discussione che la cura e la conduzione dell’impianto sportivo da parte dell’associazione affidataria sia risultata e risulti esente da critiche e rilievi di sorta». In altre parole i giudici della magistratura contabile (al di là, ripetiamo, delle considerazioni critiche e severe su come l’intera vicenda è stata poi gestita) riconoscono la piena validità sia del contratto con cui lo stadio è stato affidato al Bolzano Calcio di Franco Murano sia dell’accordo economico che venne condiviso dal consiglio. Il Comune, dunque, dovrà pagare. (ma.be.)
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