BOLZANO. Neuropsichiatria infantile chiede ai vertici della sanità di rivedere alcune scelte. Una delibera della Provincia ha deciso e l’Azienda è passata ai fatti. E così l’anno scorso il Servizio è stato staccato dalla Pediatria del San Maurizio - dal quale è sempre dipeso - e dalla Neonatologia con la quale continua a lavorare a strettissimo contatto, ed aggregato alla Psichiatria. Tra i medici cresce confusione ed amarezza. «Non capiamo più quali siano i nostri obiettivi e quali le prospettive». E non è finita. Il Servizio che ha sempre funzionato bene si prepara a passare sotto il controllo del neonato reparto meranese di Neuropsichiatria infantile. «Il nostro timore è che i vertici della sanità, forse senza accorgersene, ci stiano smantellando e svilendo. Il disagio è nostro ma anche di molti pediatri e neonatologi». Alla base della questione una faccenda tutta italiana. Nel Belpaese - infatti - la trattazione delle malattie del sistema nervoso include in un unico "corpus" sia le patologie della mente che quelle "organiche” mentre in tutto il mondo i due ambiti sono praticati separatamente. Separazione che però l’Asl non condivide. Il Servizio dell'ospedale di Bolzano - che funziona molto bene - è affidato ad un’equipe di quattro neuropsichiatri infantili con competenze neurologiche - Gianluca Casara, Marco Angriman, Lucio Parmeggiani e Michela Salandin - che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie neurologiche dei bambini e parliamo di epilessia, ritardo mentale, cefalea, paralisi cerebrali, ritardo dello sviluppo psicomotorio, tumori e malformazioni cerebrali ecc. Responsabile è il dottor Gianluca Casara che ha lavorato negli anni avendo come punto di riferimento il primario di Pediatria Klaus Pittschieler, sostituito da Lydia Pescollderungg, ed il primario di Neonatologia Hubert Messner. Una sinergia importante che ha sempre funzionato e continua a dare i suoi frutti, basti pensare al rapporto molto stretto che esiste tra neurologi e neonatologi nel caso di ricorso all’ipotermia terapeutica per limitare i danni nei neonati che vanno incontro a sofferenza cerebrale. I medici non criticano il primario di Psichiatria - Andreas Conca - dal quale dipendono temporaneamente in attesa di passare sotto la direzione di Neuropsichiatria infantile a Merano - anzi spiegano che in Alto Adige è fondamentale avere una psichiatria forte - ma parlano di obiettivi assolutamente differenti. «Per la natura delle cose, per il fatto che curiamo patologie organiche, ci troviamo quotidianamente a stretto contatto con la Pediatria, non certo con gli psichiatri che si occupano di quella branca della medicina che ha per oggetto la diagnosi, la terapia e la prevenzione delle malattie mentali. Abbiamo forte la sensazione che alla base di tutto ci sia anche una non comprensione del nostro Servizio. Speriamo che la direzione aziendale e del Comprensorio ci ripensino o ci ascoltino». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
I neurologi dei bimbi protestano «Noi, allontanati dalla Pediatria»
I medici criticano la delibera della Provincia che li ha aggregati al reparto di Psichiatria «Si va verso lo smantellamento di un Servizio che funziona bene e gestisce patologie complesse»
19 aprile 2014 • 02:11

