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BOLZANO. «In città mancano terreni per costruire e se non stiamo attenti rischiamo di ricadere nell'emergenza che ha costretto il Comune a realizzare Firmian». Carlo Perseghin, presidente regionale Fiaip (agenti immobiliari), dice che la questione è seria: «I prezzi rischiano di tornare a salire».
Non sembra ma gli anni sono passati. Le prime ruspe che hanno portato all'edificazione di Firmian (dove sono stati costruiti alloggi per le cooperative, per l'Ipes ma anche per il libero mercato) si erano messe al lavoro nel 2003. Poi è stata la volta di Casanova che non ha trovato spazio alcuno per i privati ma ancora una volta per cooperative ed Ipes che avevano, tra soci ed aventi diritto, liste d'attesa infinite.
«E adesso siamo punto e a capo - riprende Perseghin - coi privati abbandonati a se stessi senza più terreni. Il metro della situazione la dà Tosolini che in queste settimane ha rimesso al lavoro gli operai a Firmian per terminare le case iniziate e lasciate a metà per essere ridisegnate. E se si muove lui vuol dire che torna la richiesta di alloggi».
Perseghin critica il Comune. «Ci hanno fatto una testa così col Puc, il famoso Piano urbanistico comunale, ma non ne stiamo vedendo ancora alcuna realizzazione pratica, alcun beneficio». E critica pure la Provincia. «Leggiamo che l'assessore provinciale all'edilizia sociale, Christian Tommasini, lunedì prenderà in esame il regolamento esecutivo per la costruzione in tutto l'Alto Adige di mille nuovi alloggi per il ceto medio - di cui 330 a Bolzano - parte da affittare a canone provinciale (superiore a quello sociale, ma inferiore al corrispettivo sul libero mercato) parte da affittare in base a contratti decennali, al termine dei quali l'affittuario potrà riscattare l'appartamento godendo di particolari agevolazioni. Prendo atto ma vorrei dire che la popolazione non sta capendo più niente e nel dubbio aspetta». Scusi ma aspetta cosa? «Di sapere quale sarà la decisione politica finale. Vuole capire se avrà i requisiti per accedere alle liste del ceto medio (che ancora non si è capito chi accoglierà e chi escluderà) per avere diritto alle agevolazioni. Ma la mancanza di aree da una parte e l'incertezza della nuova normativa dall'altra sta facendo entrare le agenzie immobiliari ed il mercato in generale in una fase di immobilismo nella quale rischiamo tutti lo stallo». Come la mettiamo con i prezzi? «Gli ultimi dati che abbiamo a disposizione parlano di un aumento delle compravendite del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2009 ma non dei prezzi. La questione potrebbe però anche cambiare. Se la domanda di case sul libero mercato continua ad aumentare e non c'è offerta, i prezzi rischiano di tornare a salire». Ma è sicuro che non ci siano più case, sui giornali la lista è lunghissima... «Sì, ma appare anche chiaro, al lettore attento, come siano sempre le stesse».
Non sembra ma gli anni sono passati. Le prime ruspe che hanno portato all'edificazione di Firmian (dove sono stati costruiti alloggi per le cooperative, per l'Ipes ma anche per il libero mercato) si erano messe al lavoro nel 2003. Poi è stata la volta di Casanova che non ha trovato spazio alcuno per i privati ma ancora una volta per cooperative ed Ipes che avevano, tra soci ed aventi diritto, liste d'attesa infinite.
«E adesso siamo punto e a capo - riprende Perseghin - coi privati abbandonati a se stessi senza più terreni. Il metro della situazione la dà Tosolini che in queste settimane ha rimesso al lavoro gli operai a Firmian per terminare le case iniziate e lasciate a metà per essere ridisegnate. E se si muove lui vuol dire che torna la richiesta di alloggi».
Perseghin critica il Comune. «Ci hanno fatto una testa così col Puc, il famoso Piano urbanistico comunale, ma non ne stiamo vedendo ancora alcuna realizzazione pratica, alcun beneficio». E critica pure la Provincia. «Leggiamo che l'assessore provinciale all'edilizia sociale, Christian Tommasini, lunedì prenderà in esame il regolamento esecutivo per la costruzione in tutto l'Alto Adige di mille nuovi alloggi per il ceto medio - di cui 330 a Bolzano - parte da affittare a canone provinciale (superiore a quello sociale, ma inferiore al corrispettivo sul libero mercato) parte da affittare in base a contratti decennali, al termine dei quali l'affittuario potrà riscattare l'appartamento godendo di particolari agevolazioni. Prendo atto ma vorrei dire che la popolazione non sta capendo più niente e nel dubbio aspetta». Scusi ma aspetta cosa? «Di sapere quale sarà la decisione politica finale. Vuole capire se avrà i requisiti per accedere alle liste del ceto medio (che ancora non si è capito chi accoglierà e chi escluderà) per avere diritto alle agevolazioni. Ma la mancanza di aree da una parte e l'incertezza della nuova normativa dall'altra sta facendo entrare le agenzie immobiliari ed il mercato in generale in una fase di immobilismo nella quale rischiamo tutti lo stallo». Come la mettiamo con i prezzi? «Gli ultimi dati che abbiamo a disposizione parlano di un aumento delle compravendite del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2009 ma non dei prezzi. La questione potrebbe però anche cambiare. Se la domanda di case sul libero mercato continua ad aumentare e non c'è offerta, i prezzi rischiano di tornare a salire». Ma è sicuro che non ci siano più case, sui giornali la lista è lunghissima... «Sì, ma appare anche chiaro, al lettore attento, come siano sempre le stesse».


