BOLZANO. «Prima di arrivare qui, li ho visti tutti i colori della politica. Gialli, rossi, bianchi, verdi...». Anche verde padano? «Guardi, se si riferisce alla serata con Salvini dico subito che un conto è la nostra attività educativa, un altro quella economica. È arrivata una richiesta per una manifestazione autorizzata, l'ha valutata l'amministrazione. Dalle mie parti affittare non vuol dire condividere...». Don Maurizio Tisato annusa l'aria (e le lettere polemiche degli ex allievi) che tira intorno a Salvini ospitato al Rainerum. Ma insiste: date a Cesare quel che è di Cesare. D’altra parte, pochi mesi fa, il teatro è stato dato a Renzi per le elezioni comunali. Il direttore dell'istituto salesiano si ferma qui. Don Paolo Renner, invece, frequenta la nostra politica da più tempo. E ci naviga non certo a vista: «Don Tisato riceve per il suo Rainerum contributi pubblici, questi soldi devono rifluire nel pubblico permettendo attività pubbliche. Io, da cittadino, a casa mia o in parrocchia, potrei dire: ragazzi, le cose che propone Salvini non mi piacciono, dunque porte chiuse. Ma lui no. E poi: la Lega è stata al governo, i suoi ministri sono stati ospitati a Palazzo Ducale...». Infine arriva un parroco di Don Bosco che vuole restare anonimo e, per questo, dice quello che pensa: «I cattolici, dico i normali cittadini che vogliono vivere da cristiani, non danno più un euro alle organizzazioni cattoliche. E allora come si pretende che possano sopravvivere i nostri istituti, le scuole e tutto il resto. Con la carità?». Resta un fatto: che il Rainerum da seconda casa della Dc prima, della Margherita poi e del Pd adesso, ha passato un confine. Quello di essere solo luogo di fede per gente di fede politicamente contigua. E adesso? Con i cristiani organizzati e no dispersi dal bipolarismo; e dunque confluiti a destra, sinistra e al centro che si fa? «Si fa che non è possibile fare lo spelling ai programmi e alle dichiarazioni. Lo so che il presepe di Salvini non è quello che faccio io in chiesa ma la Lega è un partito», insiste Don Renner. Che ricorda come una volta la Dc si sentiva padrona di casa lì, in via Carducci, e per gli altri non c'era neppure una sedia libera. «Bei tempi? Non so - continua don Paolo - ma voglio essere sincero: la "balena bianca", quella Dc, mi sembra ancora molto meglio di tanti pescecani grigi che si aggirano intorno alle sue spoglie». Roberto Bizzo è invece uno degli eredi diretti di quella balena. Il quale ammette laicamente che i salesiani a Bolzano hanno abbracciato volenti o nolenti la logica commerciale. E anche le norme amministrative che la regolano. «È cambiato il mondo? Beh, occorre ammettere che la Chiesa è grande. E' un corpo dalle mille braccia. E non trovo nulla di strano - continua il consigliere provinciale Pd - che si faccia attività pubblica in istituti religiosi. Tenendo separate le cose. I cattolici? Votano ormai per chi vogliono. E non accettano consigli». Anche se lui resta fedele all'indicazione di Benigno Zaccagnini, sinistra Dc: «Fare politica non in nome ma a causa della fede...». Meno tollerante con la decisione della direzione del Rainerum, invece, Mauro Randi. Lui è stato anche presidente della Fondazione dell'istituto. "Funzioni separate" puntualizza. Anche se l'ex assessore Pd parla di "Bergoglio che va da una parte, con le parole e le opere, e le periferie, intendo geografiche, della chiesa che fanno un po' fatica a coglierne per intero i messaggi". Per questo dice che bisognerebbe, prima di aprire i propri spazi alle attività politiche, "capire se queste attività possiedono delle particolari affinità con i valori della struttura". Il Rainerum, dunque, per l'esponente cattolico democratico, resta "un luogo significativo". E andrebbe fatta una distinzione tra chi "usa il presepe come una clava e chi lo fa tutti i giorni". Ma resta, Salvini in quella sala, un segno dei tempi.
I salesiani di Bolzano «Il Rainerum a Salvini? Per incassare»
I proprietari rispondono alla critiche: «Una questione economica». Randi: sbagliato darlo a chi usa il presepe come una clava
10 dicembre 2015 • 10:02

