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BOLZANO. La maggioranza, nella seduta del consiglio comunale del 12 dicembre dello scorso anno, si spaccò e i sei voti dei consiglieri del centrodestra risultarono determinanti per l’approvazione della delibera sull’idoneità urbanistica dell’area Mair-Defranceschi nella zona oltre via Resia (lato quartiere Firmian) di proprietà del costruttore Antonio Dalle Nogare.
Questo il risultato della votazione: 24 sì, 9 no, 8 astenuti (in Comune l’astensione vale come voto contrario, ndr).
I sei consiglieri sono: Massimo Berloffa e Fernando Pontecorvo (Fratelli d’Italia), Giuseppe Bellomo (Nuovo centro destra), Filippo Forest (Alto Adige nel cuore), Robert Oberrauch (Forza Bolzano), Claudio Degasperi (Lega Nord).
Nessuno di loro al momento risulta indagato.
Tutti escludono pressioni e danno in sostanza la stessa spiegazione sul perché votarono a favore di quel parere, che unito a quello pure favorevole espresso successivamente dalla commissione urbanistica provinciale, ha fatto sì che l’area in questione potesse partecipare al bando dell’Ipes per la costruzione di 110 alloggi in parte per l’edilizia sociale in parte per il ceto medio.
«Ho votato a favore - commenta Pontecorvo - che nel frattempo ha lasciato la politica - perché mi sembrava una scelta giusta: quel terreno consente all’Ipes di realizzare nuovi alloggi e far lavorare le nostre imprese. Dirò di più: mi aveva contattato l’imprenditore Dalle Nogare e mi aveva illustrato il progetto».
Ma questa è una prassi normale?
«Certo. È capitato in altre occasioni. Ad esempio, nel caso del contestatissimo progetto del garage Park Fiume. Il problema non è che un imprenditore ti illustri il progetto, l’importante è non farsi condizionare. Su tutto deve sempre prevalere l’interesse pubblico ed è quello di cui ho tenuto conto nel votare a favore della delibera».
In commissione urbanistica però lei e la sua ex collega di partito Maria Teresa Tomada vi eravate astenuti.
Come mai successivamente ha cambiato idea?
«L’astensione era una questione tecnica, perché se c’è unanimità in commissione,non si fa poi la discussione in consiglio».
D’accordo anche Berloffa: «Io l’imprenditore non lo conosco, ma ho votato a favore nell’interesse di chi è in lista d’attesa per una casa e sono tanti. Abbiamo avvantaggiato un imprenditore? Nel momento in cui si fa una trasformazione urbanistica ,da verde ad edificabile, è chiaro che qualcuno ne trarrà vantaggio. Ma questo discorso vale sempre quando si parla di urbanistica».
Dei cinque consiglieri di Fratelli d’Italia, presenti in aula quella sera, solo Tomada si astenne, dopo una vivace discussione con Pontecorvo: «Per una ragione urbanistica - spiega - in quanto si va oltre l’asse di via Resia che è stato fissato come limite edificabile invalicabile, e sociale, perché non si può concentrare tutti gli alloggi Ipes in quella parte della città».
Mentre Oberrauch pensa esattamente il contrario: «In quella zona si è costruito in questi anni e ci sono già una serie di collegamenti: mi sembrava giusto si potesse completare l’edificazione, dando un parere favorevole alla trasformazione dell’area».
«Del resto - si chiede Degasperi - come facevo a votare contro la realizzazione di alloggi per il ceto medio che sono il mio elettorato, tutta gente che attende da una vita un appartamento». Muovere un po’ il mercato della casa: con questo obiettivo anche Bellomo ha votato a favore della delibera sull’area Mair-Defranceschi del costruttore Dalle Nogare, “che per altro - ci tiene a sottolineare - non conosco neppure”. Forest precisa: «Comunque abbiamo dato solo un parere, la decisione finale spetta poi all’Ipes».
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