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BOLZANO. «Non possiamo rischiare che sia un oculista a far nascere i bambini in sala parto». Claudio Volanti, segretario provinciale Anaao, ha protestato duramente, ieri, nella tradizionale riunione mensile con i vertici della sanità altoatesina. Davanti al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Thomas Schael il sindacato ha voluto ribadire la propria contrarietà a un ordine di servizio arrivato nei giorni scorsi. «Il Comprensorio di Bressanone - spiega Volanti - intende imporre al turno di guardia di muoversi a supporto della sala parto in caso di necessità». Significa, secondo Anaoo, sguarnire il pronto soccorso e, contestualmente, rischiare di portare in sala chi non è autorizzato. «Si tratta di una soluzione che riteniamo illegale e che chiediamo di annullare subito. È evidente che l’amministrazione ha difficoltà a mantenere tutti questi punti di nascita, ma non può cercare una quadra imponendo certi ordini di servizio. Se per caso dovesse accadere qualcosa durante il parto si rischiano cause milionarie. Non possiamo accettare questo». Si torna, insomma, a ruotare attorno alla necessità di ridurre i punti nascita. «Per funzionare deve poter contare su almeno 4 professionisti. Non si scappa da questa considerazione - continua Volanti - altrimenti ci troveremo sempre di fronte a situazioni che portano a una cattiva gestione delle risorse umane in dote ai Comprensori».
L’incontro ha avuto anche altri temi all’ordine del giorno. Primo fra tutti il pensionamento di alcuni primari. «L’Azienda è tornata indietro su questo punto permettendo una proroga dell’attività di servizio di altri due anni». Nei prossimi giorni si discuterà l’accordo nel dettaglio.
Resta sempre al centro della discussione, inoltre, l’attività extramoenia dei medici: «Abbiamo chiesto un parere scritto sulla possibilità di svolgerla presso strutture private come, per esempio, la Clinica Santa Maria».
La nota dell’Azienda Sanitaria sull’incontro, infine, si limita a riportare la delibera che porterà a una maggiore informatizzazione dei sistemi con l’attuazione del piano chiamato It Masterplan. Un processo che dovrebbe portare allo sviluppo della cartella clinica elettronica. Presentato anche il documento che consentirà la fondazione della nuova società di gestione della lavanderia ospedaliera Wabes che rimarrà al 51% nelle mani dell’Azienda Sanitaria e per il restante 49% alla ditta Haas srl.
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