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MERANO. “Che Provincia, Comune e Fondazione Pitsch s'incontrino e trovino una soluzione: la cancellazione di 40 posti letto per lungodegenti nella struttura di via Palade è assurda per vari motivi”. Lo affermano in una nota congiunta le sigle sindacali Asgb, Cgil/Spi, Cisl Pensionati e Uil Pensionati, che evidenziano la crescita d'apprensione "per il divario esistente tra la domanda inevasa di posti letto da parte di anziani residenti non autosufficienti e la riduzione dell'offerta pubblica".
Merano, illustrano i sindacati, è un Comune dove ogni anno si registra un incremento della cittadinanza della terza età per effetto dell'innalzamento dell'aspettativa di vita. Di pari passo aumenta la quota di anziani che soffre di patologie degenerative tali da raggiungere stati avanzati, rispetto ai quali spesso le famiglie non sono in grado di fornire adeguata cura e assistenza. In questo quadro, all'amministrazione comunale i sindacati fanno notare “il ritardo nella concretizzazione di nuovi posti letto a dispetto di un piano sociale datato 2011, tanto che la precedente giunta è stata costretta a rimediare con una convenzione per 36 assistiti ospitati a Tesimo”.
Ci sono poi i 90 posti letto previsti al Martinsbrunn a Quarazze, deliberati nel marzo scorso, ma il completamento del progetto è previsto per fine 2018: "Una perdita di posti letto delle strutture della fondazione Pitsch non può che aggravare l'entità del fabbisogno sociale ed evidenzia un segno contrario rispetto alle dichiarazioni d'intenti e alle scelte di bilancio a salvaguardia del sociale da parte della giunta provinciale". Critiche neanche troppo velate, che proseguono quando i sindacati affermano di non conoscere il criterio in base al quale si è giunti a questa "scelta contraddittoria, ma sicuramente non si intravede una coerenza tra la domanda sociale rilevata sul territorio, Comune per Comune, e gli interventi restrittivi che lasciano scoperti proprio dove ci sarebbe necessità di un maggiore sostegno economico".
Insomma, Merano richiederebbe più disponibilità e per tutta risposta gliene si toglie. Fra gli altri aspetti affrontati, quelli occupazionale e di sostenibilità economica: "Come sindacati consideriamo il ripiego finalizzato a rispettare i costi una soluzione contabile insostenibile, sia per quanto riguarda il riversamento del mancato introito provinciale sugli assistiti con un aumento del costo della retta e la conseguente riduzione del personale in organico, sia per l'ipotesi dell'assorbimento graduale, a mano a mano che si libereranno, dei 40 posti cancellati in via Palade nei 70 presenti nella struttura Sant'Antonio. I 40 posti letto in via Palade vanno mantenuti". Istituzioni e fondazione Pitsch chiamate a un confronto.
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