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BOLZANO. I sindaci e vice sindaci italiani scendono in campo e chiedono a Kompatscher di nominare non uno, ma due assessori italiani. È un mobilitazione inedita e trasversale, perché unisce amministratori anche lontani dal Pd. Oggi intanto tornano a incontrarsi le delegazioni di Svp e Pd. I sindaci sabato hanno inviato al presidente incaricato Arno Kompatscher una lettera aperta, che ieri mattina hanno reso pubblica. A coordinare i colleghi è stato Giorgio Giacomozzi, sindaco di Salorno, che spiega: «Sono giornate cruciali per la definizione della giunta e ci siamo stupiti del silenzio politico che circonda il rischio che il gruppo italiano si trovi ridotto a un solo assessore. Non vogliamo fare un favore al Pd. Come amministratori del gruppo italiano siamo preoccupati per la perdita di rappresentanza. Vogliamo almeno provarci, facendo sapere a Kompatscher che come amministratori non vogliamo fare passare in sordina un colpo così forte per la rappresentanza italiana». L’occasione per parlarne è arrivata venerdì a Bolzano all’assemblea dei sindaci. Sabato il testo è stato definito e spedito.
La lettera è firmata dai sindaci Giacomozzi, Benedetto Zito (Bronzolo), Alessandro Beati (Vadena), e da Giorgio Balzarini (vicesindaco di Merano), Gianlorenzo Pedron (vicesindaco di Bressanone), Giorgio Nones (vicesindaco di Egna), Andrea Cavaliere (vicesindaco di Cortina sulla strada del vino). L’appello è stato condiviso dal sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e dal sindaco di Laives Liliana Di Fede, che non hanno firmato perché siedono al tavolo delle trattative del Pd con la Svp.
Hanno preferito non firmare Renato Stancher (Brunico) e Guido Bocher (Dobbiaco).
«Le scriviamo perché siamo convinti che, con la sua elezione, si apra per l’Alto Adige/Südtirol una pagina nuova. Una fase storica che, per noi, dovrà instaurare una collaborazione nuova tra governo provinciale e Comuni, un ripensamento del rapporto economico e di gestione delle risorse tra enti e che nei fatti porterà ad una riforma dell’Autonomia e ad un adeguamento dello Statuto», scrivono i sindaci a Kompatscher,
«Tutto questo dovrà essere fatto con la consapevolezza che le risorse economiche a disposizione della Provincia sono in calo e che la convivenza pacifica ed il riconoscimento dei diritti delle minoranze linguistiche, due dei cardini su cui ha prosperato la nostra terra, dovranno essere garantiti e, se possibile, rafforzati. Siamo consapevoli che l’esito delle elezioni provinciali ha indebolito la presenza dei rappresentanti del gruppo italiano in consiglio provinciale. E che, stando alla lettera dello Statuto, questo ha ripercussioni sulla composizione etnica della giunta. Ma sappiamo anche che lo Statuto ha uno “spirito” e quello spirito dice che l’Autonomia fonda le sue basi nei diritti delle minoranze e che è compito della politica garantire quello spirito di inclusione, di pacifica e prospera convivenza.
« A quello spirito ci richiamiamo per portare alla sua attenzione la nostra richiesta: la nuova giunta provinciale si rifaccia a quei valori e a quelle tutele e veda, anche per il gruppo linguistico italiano che rappresenta e raggruppa il 26% della popolazione, una adeguata rappresentanza politica, costituita da due assessori, come nella passata legislatura. La convivenza è una conquista che va difesa e sempre coltivata, anche attraverso la sensibilità e la lungimiranza dei gruppi più forti. Siamo certi perciò che accoglierà con spirito costruttivo questa nostra lettera».
Kompatscher ha telefonato a Giacomozzi, ribadendo che la Svp vuole verificare se la presenza di un solo assessore in corrispondenza di cinque consiglieri di lingua italiana è invalicabile giuridicamente.
«Pur restando prudente Kompatscher mi ha spiegato di non essere contrario alla ipotesi di due assessori, se giuridicamente accettabile», fa sapere Giacomozzi. Comunque vada, aggiunge Beati, «come sindaci del gruppo italiano chiederemo a Kompatscher incontri periodici. Siamo i sindaci di tutti i cittadini, ma proveremo ad avere più visibilità». Mentre i sindaci si sono mossi, dal Pd non è ancora uscito un documento pubblico sul tema del secondo assessore.
Il vicesegretario Carlo Costa assicura che «nella trattativa questo sarà un punto essenziale». Il segretario Antonio Frena aggiunge: «Non ci sono nostri documenti perché siamo in trattativa e sembrerebbe una forzatura. Le regole statutarie sono chiare, vedremo se c’è la possibilità di interpretarle».
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