BOLZANO. «Non dormiamo e la situazione è veramente difficile, ma non importa. Conta solo non fermarsi». Sono dieci i soccorritori altoatesini che in queste ore sono impegnati a sondare la neve che ha travolto l’albergo Rigopiano cinque giorni fa. Il cielo d’Abruzzo, a Farindola, continua a scaricare fiocchi e pioggia. La visibilità è poca, la strada d’accesso all’area di soccorso impervia ed il freddo pungente. Lo scenario, insomma, è molto complicato anche per chi lavora con la speranza di tutta Italia sulle spalle. «La situazione è difficile - confermano i soccorritori con alcuni messaggi da un’area dove il segnale telefonico è particolarmente debole - ma non possiamo lasciarci intimorire o scoraggiare». I metri di profondità dello strato nevoso sono tanti e incombe il pericolo valanghe. Un rischio che sembra senza fine. «Dormiamo poco, ma ogni secondo può essere decisivo. Non possiamo fermarci a lungo».

La squadra è formata da dieci uomini. Cinque arrivano dal Bregrettungsdienst di Bolzano (quattro sono volontari e uno è dipendente), due sono del Soccorso Alpino Cnsas (sezioni di Vipiteno e Bressanone)e tre in supporto dal Bergrettungsdines del Tirolo dell’Est. Oggi rientreranno. Il loro lavoro è prezioso perché forano la neve con una sonda a vapore ad alta tecnologia. Sciogliendo il manto ed il ghiaccio, infatti, permette di formare dei canali dove entrare con delle telecamere a tubo. Dalle immagini si possono identificare gli ostacoli da rimuovere con maggiore rapidità e facilità. Le sonde in dotazione sono due: una arriva da Bressanone e l’altra da Vipiteno. «Speriamo di portare fuori i superstiti vivi», le parole del presidente del soccorso Alpino Giorgio Gajer.

Emergenza neve nelle Marche

Sono le valanghe e la caduta massi, invece, a preoccupare le squadre di soccorritori altoatesini impegnate in queste ore nella provincia di Ascoli Piceno. In alcune zone il grado di pericolo è 4 e l'altro giorno sono state interrotte le operazioni a Pozza (frazione di Acquasanta Terme)per l'evacuazione ordinata dal sindaco proprio per il rischio di slavine. In tutto sono impegnate 49 persone tra vigili del fuoco del corpo permanente, volontari, protezione civile, ufficio provinciale bacini montani e servizio strade. I macchinari trasportati in zona sono 42 tra cui 9 grandi frese, 6 piccole con spazzaneve e pale caricatrici. Una fresa è stata spostata da Boscomartese a Tallacano (altra frazione di Acquasanta).

«Una fresa – specifica l'ispettore dei vigili del fuoco Francesca Montidal centro controllo situazioni di viale Druso – è in grado di sgomberare una carreggiata larga 2,5 metri e lunga 1 chilometro. Purtroppo le valanghe creano grossi problemi: sabato una è caduta proprio su una strada che avevamo appena pulito». Ieri, invece, c'è stato un cambio per i vigili del fuoco volontari impegnati nel Comune di Montemonaco nella liberazione degli accessi a case di riposo, farmacie e ambulatori da neve ed alberi caduti. Tutto il gruppo, ora è coordinato dall'ispettore Martin Gasser. I vigili del fuoco, per sicurezza, sono dotati dei dispositivi di ricerca sotto le valanghe Recco. Presente anche un reparto specializzato del Comando Truppe Alpine con un elicottero che riesce a spingersi nei punti più critici del territorio. La protezione civile altoatesina ha liberato gli accessi ad un ripetitore di telefonia mobile e rete radio dell'Esercito e della stessa protezione civile ritenuto essenziale per la comunicazione in tutta la provincia. Ieri sera, infine, dall’Alto Adige sono partiti dieci tecnici della Tim specializzati nell’ambito delle reti telefoniche e mobile. L’obiettivo, anche in questo caso, è quello di ripristinare rapidamente i collegamenti.