APPIANO. Ricavata all'interno della scuola media italiana di Appiano la grande sede delle Acli è diventata, nel corso degli anni, punto di riferimento e di ritrovo per la gente del paese, ma c'è anche chi arriva da Caldaro, Terlano e Bolzano. Inizialmente erano solo italiani, oggi ci sono anche molti tedeschi a dimostrazione che una partita a carte o un caffé sono molto più efficaci di qualsiasi dibattito sull'importanza della convivenza. Con 400 iscritti le Acli del centro dell'Oltradige sono il più grande circolo dell'Alto Adige. A preoccupare Luciano Peruzzo, anima delle Acli di Appiano ed ex postino del paese, non è il presente ma il futuro: «La media dei nostri iscritti viaggia sui 65 anni, purtroppo ci mancano i giovani che potrebbero garantire innanzitutto il ricambio generazionale e portare idee nuove. Una volta questo problema non esisteva perché le Acli attraverso l'Enaip curava l'apprendistato (cosa che oggi fa la Provincia,ndr), quindi capitava che chi faceva questo percorso – ed erano molti – avesse una sorta di sentimento di riconoscenza nei confronti dell'associazione e rimanesse legato. Io per esempio sono nelle Acli dal 1970, quando mio zio Luigi mi iscrisse. Tre anni dopo ero nel direttivo, dal 1994 sono presidente di Appiano. Quest'anno la nostra sezione festeggia i 65 anni: è stata fondata il 22 ottobre del 1948. Non so se è un caso o un segno del destino, ma io sono nato proprio quel giorno».

Percorso in qualche modo simile quello di Elena Burattin, vicepresidente che assieme agli altri componenti del direttivo garantisce il funzionamento della sezione: «A quest'associazione sono legata da un ricordo speciale: a scuola ero brava e quando frequentavo le medie, le Acli mi premiarono con una gita di un giorno. Inoltre non dimentichiamo che è anche grazie all'interessamento della nostra associazione se all'inizio degli anni Sessanta ad Appiano è stata aperta la scuola media di lingua italiana».

La sede, messa a disposizione dal Comune, è all'interno del complesso scolastico: è lì che ogni mattina dalle 9 alle 12 ci si ritrova per leggere i giornali, scambiare quattro chiacchiere, bere un caffè, andare al corso di ginnastica. Il venerdì pomeriggio c’è il patronato: l’attività viene curata da Rina Ortolani, una volontaria, con il supporto di un esperto di Bolzano. Sempre il venerdì in sede si ritrovano in media 40-50 persone impegnate in interminabili sfide a carte. Oltre ad essere punto di ritrovo, l'associazione svolge anche un importante ruolo di controllo sociale: «Se qualcuno degli habitué - assicura Peruzzo - non si fa vedere per un paio di giorni telefoniamo per controllare che non sia successo qualcosa».

Il sabato poi 8-10 volontari a turno per tutto l'anno garantiscono la consegna dei pasti a domicilio.

Proprio ai volontari, in tutto una quarantina, cui si aggiungono 10 membri del direttivo, è affidata la regia dell’intera organizzazione. «Per anni - spiega Elena Burattin - ho lavorato con i bambini facendo l’assistente, oggi provo le stesse soddisfazioni, dedicando il mio tempo agli anziani. Il nostro obiettivo è fare in modo che la vecchiaia non sia sinonimo di solitudine».

L’intero programma di iniziative va in questa direzione. Gli antidoti per prevenire la depressione causata spesso dall’isolamento sono più d’uno: si va dal soggiorno alle Terme di Abano alle due settimane di mare, alla festa del primo maggio a quella della famiglie a Castel Masaccio, la castagnata e la crostolata di Carnevale, iniziative nelle quali vengono coinvolte le famiglie e i bambini. Peruzzo e sua moglie Brigitte Pilser fanno anche parte del Comitato di Masaccio: le Acli assieme alle altre associazioni del paese in estate organizza nella pineta sopra Appiano una decina di feste oltre ad una speciale dedicata ai portatori di handicap.

Anche il 2013 è iniziato, come tutti gli altri anni, con la visita agli ospiti della casa di riposo di San Paolo: il gruppo Acli ha portato panettone, spumante e un pacchettino per tutti. Oltre alla musica che non manca mai.

A garantire l’allegria in note ci pensa il trio formato da Natalino Burattin (cantante), Luciano Gavioli (fisarmonica) e Michele Divella (chitarra).

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