BOLZANO. Il Mercatino di Natale tira le primarie di centrosinistra. È la novità piombata a sorpresa sul comitato organizzatore locale, tanto che dovranno rafforzare la squadra di volontari presenti domenica al seggio del centro in vicolo Gumer. Decine di richieste di voto «fuori sede» sono arrivate al comitato provinciale di piazza Domenicani: elettori di altre regioni che domenica saranno a Bolzano per il Mercatino e comunicano che voteranno in città, come previsto dal regolamento.

Sono gli ultimi giorni della campagna elettorale prima della sfida Bersani-Renzi per decidere chi sarà il candidato premier del centrosinistra.

Mercoledì sera tutti incollati al divano per seguire su Rai1 il confronto tra i due candidati. Le analisi del giorno dopo parlano di un Renzi più disinvolto e di un Bersani più legnoso davanti alle telecamere. Soddisfatti i sostenitori del sindaco fiorentino, per loro è stata una conferma: «Matteo aggredisce i temi». Ma dal fronte Bersani replicano premiando il segretario «serio e concreto, mentre il sindaco è tutta immagine». Più che spostare consensi, il dibattito sembra avere rafforzato le posizioni. Con la novità confermata ieri che il comitato Vendola dell’Alto Adige si schiera con Bersani.

Da tutti i comitati ieri l’appello al voto e ancora malumori dal fronte renziano per la dfficoltà di iscriversi ex novo per il ballottaggio.

Un giro di opinioni sul confronto televisivo.

Carlo Costa (presidente del comitato Bersani): «Voglio avere un premier che non sia teleguidato da Gori e che si impegni su una politica di centrosinistra, come Bersani. Palesi le differenze tra i due in televisione. Bersani dice di volere affrontare i prossimi anni guardando dalla prospettiva di chi è più debole, il che significa diritti civili, attenzione a chi perde il lavoro, patrimoniale per ridurre la pressione fiscale. Renzi non ha fatto che riproporre la ricetta di Ichino, che provoca lo scollamento tra aziende e lavoratori».

Alessandro Huber (coordinatore comitato Bersani): «Non c’è un candidato dei giovani e uno dei meno giovani, non ha funzionato in televisione la rappresentazione dello “zio prudente”, cioè pavido, e del “nipote coraggioso”. L’uomo solo al comando così bene incarnato da Renzi non appartiene al centrosinistra, mentre Bersani ha la giovinezza delle idee che servono per domani». Guido Margheri (comitato Vendola) spiega perché domenica voterà Bersani: «Renzi ha ribadito la sua idea di rinnovamento, che è un modello cattivo alla Blair, già tramontato in Europa, di subalternità a liberismo e mercati. A noi serve un rinnovamento buono, come quello che ha illustrato Bersani, di una Europa più solidale, anche nei sacrifici necessari. Dopo il confronto televisivo e le pubblicità patinate di Renzi spero che molti elettori renziani abbiano capito che queste cose le abbiamo già viste quando nacque Forza Italia». Anche Leonardo Bartoli (comitato Vendola) si schiera con Bersani: «Ci aspettavamo che dicesse cose di sinistra e lo sta facendo. Mi convince il suo approccio antinucleare, visto che la green economy è l’unica strada percorribile. Renzi conserva una ambiguità nei rapporti con la finanza, non potrà attirare elettori di sinistra».

Ilaria Piccinotti è uno dei sostenitori di Renzi della prima ora: «Matteo è uscito meglio dal confronto, ha portato avanti i temi con più determinazione, un aspetto essenziale. Ciò non significa tuttavia che Bersani ne sia uscito male. È stato un bel confronto, con il giusto fair play». Pietro Calò (Comitato Renzi): «Su Rai 1 abbiamo visto un Pd effervescente. È uscito nettamente che domenica si sceglierà tra due modi completamente diversi di vedere l’Italia del futuro. Se fossi giovane, non avrei dubbi nel voto a Renzi. E non ho dubbi nemmeno da neo cinquantenne». Infine Carlo Bassetti (Comitato Renzi): «Quando la pubblicità ha annunciato la puntata del programma di Vespa con Lupi, Santanchè, Gelmini e Meloni, il confronto tra i "nostri due" e gli "altri quattro" mi ha messo di buon umore. Nei contenuti è emersa evidente la scelta tra un'opzione sostanzialmente conservativa, tradizionale e rassicurante di Bersani e una proposta di innovazione e rinnovamento di Renzi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA