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BOLZANO. Al comitato Vendola sono ottimisti per le primarie di centrosinistra di domenica. Citano una delle frasi preferite del loro candidato: «Preferisco perdere nei sondaggi, che nelle urne. Le primarie finora le ho vinte tutte». Intanto la settimana scorsa sono riusciti a portare quasi 400 persone all’auditorium di via S. Geltrude per ascoltare Nichi Vendola (un succcesso da confrontare con i 700 per l’atteso Matteo Renzi).
Il presidente della regione Puglia è l’unico candidato alle primarie che si dichiara di sinistra, non di centrosinistra. Se la vedrà con Bersani, Tabacci, Puppato e Renzi.
In Alto Adige la sua candidatura mette insieme debuttanti e persone che fanno politica da una vita, tornando ad averne voglia. Per quanto riguarda le sigle, oltre a Sel, di cui è il leader, sono schierati con Vendola i Comunisti italiani. A giudicare dalla platea di S. Geltrude lo voteranno elettori dei Verdi, di Rifondazione comunista, dell’Idv, «e anche diversi del Pd, che almeno al primo turno sceglieranno il candidato che sentono più vicino e non il meno distante», suggerisce Guido Margheri (presidente di Sel). E poi molta Cgil. Racconta Margheri: «Le primarie stanno portando fortuna. È arrivato un bel gruppo di trentenni e recuperiamo persone che avevamo perso di vista». Tra i volti nuovi c’è Leonardo Bartoli, che siede per Vendola nel comitato organizzatore. È un bocconiano di origini pugliesi, che è arrivato a lavorare come direttore di ufficio in Provincia passando per la Germania e l’Olanda. A S. Geltrude ha salutato Vendola con un discorso in italiano e tedesco. «Sì, vengo dalla Bocconi, l’università di Monti», racconta Bartoli, «ho lavorato in banche e società finanziarie. È un mondo che conosco. Infatti sto con Vendola e con la sua idea che l’economia del futuro si dovrà chiamare ecologia. Non è un sogno buonista, ma realtà praticata in Paesi come la Germania che spingono sulla green economy . È così anche in Puglia, governata dal “sognatore” Vendola, che nel 2011 in mezzo alla crisi ha registrato un aumento del Pil dello 0,5% . Vendola è l’unico candidato che ti dà la certezza di un cambiamento, ecco perché è così amato dai giovani e temuto al centro. C’è paura di una svolta di sinistra. Vendola per due volte ha conquistato la Puglia con la forza delle sue idee e il coraggio di mostrarsi per quello che è: uomo di sinistra, cattolico, omosessuale».
L’assessore Luigi Gallo (Prc) lo sostiene dall’inizio: «Voto Vendola perché sono di sinistra. Penso che nella situazione di crisi in cui siamo sia doveroso appoggiare, ovunque si esprima e al di là delle piccole patrie partitiche, qualunque tentativo generoso di ricostruire la sinistra e i suoi valori di uguaglianza, dignità del lavoro, pace e giustizia sociale». Così il segretario della Cgil Lorenzo Sola: «Trovo punti interessanti nei programmi di Vendola e Bersani, ma voterò per il primo. In questo momento serve una sterzata che cambi gli equilibri nel Paese. Non certo per creare altri problemi, ma per allontanarci dalla politica di questi anni, che non ha favorito pensionati e lavoratori. Bersani lo vedo più ingessato rispetto agli equilibri nazionali ed europei». Voterà alle primarie anche Patrizia Trincanato (Verdi): «Vendola è il candidato che sento più vicino per cultura politica e contenuti. Può essere un buon primo ministro. Impossibile? E perché? Sembra un filosofo ma è un ottimo amministratore».
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