BOLZANO. "Stato e Provincia si decidano al più presto, perché la situazione in via Dante è drammatica ed una soluzione non può più essere rimandata". Lo chiede il Gruppo Verde del consiglio provinciale di Bolzano dopo aver constatato "lo stato di fatiscenza" del carcere del capoluogo altoatesino e "la sua inadeguatezza a garantire i diritti sia delle persone che vi sono recluse che di quelle che vi lavorano".

Solo pochi mesi fa, l'allora ministra della giustizia, Marta Cartabia, ed il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, si erano impegnati a sbloccare al più presto i finanziamenti, ma non è successo niente. Anzi, dalla risposta dello stesso Kompatscher ad un'interrogazione dei Verdi si è appreso che "a bloccare tutto è una controversia sulla natura del finanziamento stesso: la Provincia di Bolzano sarebbe pronta a finanziare l'opera solo se la somma prevista venga riconosciuta dallo Stato come parte del contributo dovuto dall'Alto Adige per il risanamento delle finanze pubbliche (accordo di Milano) e quindi detratta da questo contributo. La Provincia ha richiesto la conferma di questo schema di finanziamento ma lo Stato non risponde".

"Il modello finanziario è stato sancito da un'intesa nel lontano 2011 e lo Stato deve confermarlo senza indugi", sostengono i Verdi, i quali chiedono, inoltre, "che sia fatta rapidamente una verifica se il progetto del nuovo carcere sia ancora attuale, se debba essere modificato, oppure se bisogna pensare a soluzioni alternative. Tra questa non va esclusa nemmeno una eventuale ristrutturazione dell'edificio di via Dante secondo standard più moderni e umani previsti dalla legge".