TERLANO. Qualità costante nel tempo, evidentemente, quella dei vini dell’Oltradige e della Bassa Atesina. Se infatti le produzioni locali sono state scoperte, in termini di livello d’eccellenza, solo da pochi lustri, è vero che arrivano, grazie a degustazioni “da professionisti” di annate antiche, le conferme di come già svariati decenni fa le nostre produzioni fossero a livelli d’incanto per i palati più fini ed esperti.
La conferma, è non è una conferma da poco, è arrivata da Antonio Galloni, enologo italoamericano degustatore del team di Robert Parker, ovvero palato ufficiale di The Wine Advocate, la newsletter di settore più nota e importante al mondo. «The 1969 Terlaner is one of the greatest italian whites i have ever tasted... maybe the greatest»: è il messaggio postato da Antonio Galloni, ovvero «il Terlaner del 1969 è uno dei migliori bianchi italiani che io abbia mai assaggiato... forse il migliore».
Entusiasmo, logicamente, nel team della Cantina Terlano dove Galloni è passato nell’ambito di un suo recente tour di degustazioni italiane, che ha fatto tappa in Alto Adige e che lo ha visto impegnato anche nella degustazione dei bianchi di Terlano.
Preannunciando che nelle degustazioni di Terlano sarebbe tornato indietro di diversi decenni, Galloni si è poi messo al “lavoro”.
«Il suo tempo è sempre limitato ed è per questo che la visita di Antonio Galloni genera grande emozione ma è al contempo già una conferma di qualità per i produttori», commenta con un certo orgoglio Klaus Gasser, responsabile commerciale della Cantina Terlano. «Abbiamo degustato - prosegue - quasi 40 vini. Abbiamo iniziato dalle annate recenti dei bianchi classici, poi le ultime 10 – 15 annate di Quarz, Nova Domus, Vorberg e Kreuth. Il vino più datato è stato un Pinot Bianco del 1955, ancora squisitamente fresco, minerale e persistente».
Galloni è riuscito a capire la continuità dei vini di Terlano nel tempo testando, attraverso le varie degustazioni verticali, la longevità dei vini e l’unicità del terroir locale. E cinque ore dopo la degustazione, Galloni, che non è un tipo di molte parole, degusta velocemente e non lascia sbirciare nei suoi appunti, come detto ha scritto su Twitter il suo lusinghiero commento sul Terlaner 1969. Poi ha anche commentato il gusto e la persistenza dei diversi Pinot Bianco assaggiati, indietri nelle annate fino al 1955.
Un’ennesima autorevole conferma del valore dei vini della Bassa e dell’Oltradige, soprattutto bianchi, che arriva poco dopo il gran numero di “tre bicchieri” assegnati dal Gambero Rosso (vedi articolo qui a destra, ndr) a ben 14 vini di questo territorio.
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