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BOLZANO
L’unico a essere costretto a fare un saluto e poi via, in fretta, accompagnato da Angelo Gennaccaro, è stato Renzo Caramaschi: "Abbiamo un consiglio comunale importante, devo scappare...". Perchè questa volta a Palazzo Ducale, accogliendo l’invito del commissario del governo Vito Cusumano, ieri c’erano molti, se non tutti, quelli che dovevano esserci. Come il presidente della Provincia Arno Kompatscher ( "Il doppio passaporto? Beh, io, ma è una battuta, ne vorrei tre, non due. Voglio dire: consideriamo un valore essere cittadini europei, aprirci non chiudersi. L’ideale? Il passaporto europeo appunto..." ha detto tra un brindisi e l’altro) e con lui il presidente del consiglio Roberto Bizzo e poi l’assessore provinciale Mussner, Widmann, Dieter Steger spesso insieme o a colloquio con le più alte cariche delle forze dell’ordine e dell’esercito. E ancora la Chiesa, col vescovo Muser e poi don Gretter, il direttore della Caritas diocesana Paolo Valente, giudici e procuratori ma anche l’Università bolzanina: il rettore Paolo Lugli, la prorettrice Stefania Baroncelli e il direttore Günther Mathà. Il mondo della cooperazione (Andrea Grata), la musica (il nuovo direttore del Conservatorio Monteverdi Giacomo Fornari alle prese con la riforma del suo istituto), lo sport (il presidente dell’Alto Adige Südtirol Baumgartner), il volontariato (il presidente Upad e primario di dietologia Lucio Lucchin), il mondo dell’economia e del giornalismo (il direttore dell’Alto Adige Alberto Faustini, Arnold Tribus, il responsabile della sede Rai di Bolzano), dell’editoria (Michl Ebner presidente di Athesia). E ancora il direttore generale dell’Asl regionale Thomas Schael, il presidente Sasa Stefano Pagani ("peccato non aver incontrato il sindaco - ha detto - avrei fatto pace", ricordando le polemiche seguite all’ultima, forte nevicata a Bolzano). A tutti, uno per uno, pur senza un discorso ufficiale, il nuovo commissario del governo affiancato dalla viceprefetto Francesca De Carlini, ha fatto gli auguri per le feste in arrivo. Era la sua prima volta a Palazzo Ducale. (p.c.).
L’unico a essere costretto a fare un saluto e poi via, in fretta, accompagnato da Angelo Gennaccaro, è stato Renzo Caramaschi: "Abbiamo un consiglio comunale importante, devo scappare...". Perchè questa volta a Palazzo Ducale, accogliendo l’invito del commissario del governo Vito Cusumano, ieri c’erano molti, se non tutti, quelli che dovevano esserci. Come il presidente della Provincia Arno Kompatscher ( "Il doppio passaporto? Beh, io, ma è una battuta, ne vorrei tre, non due. Voglio dire: consideriamo un valore essere cittadini europei, aprirci non chiudersi. L’ideale? Il passaporto europeo appunto..." ha detto tra un brindisi e l’altro) e con lui il presidente del consiglio Roberto Bizzo e poi l’assessore provinciale Mussner, Widmann, Dieter Steger spesso insieme o a colloquio con le più alte cariche delle forze dell’ordine e dell’esercito. E ancora la Chiesa, col vescovo Muser e poi don Gretter, il direttore della Caritas diocesana Paolo Valente, giudici e procuratori ma anche l’Università bolzanina: il rettore Paolo Lugli, la prorettrice Stefania Baroncelli e il direttore Günther Mathà. Il mondo della cooperazione (Andrea Grata), la musica (il nuovo direttore del Conservatorio Monteverdi Giacomo Fornari alle prese con la riforma del suo istituto), lo sport (il presidente dell’Alto Adige Südtirol Baumgartner), il volontariato (il presidente Upad e primario di dietologia Lucio Lucchin), il mondo dell’economia e del giornalismo (il direttore dell’Alto Adige Alberto Faustini, Arnold Tribus, il responsabile della sede Rai di Bolzano), dell’editoria (Michl Ebner presidente di Athesia). E ancora il direttore generale dell’Asl regionale Thomas Schael, il presidente Sasa Stefano Pagani ("peccato non aver incontrato il sindaco - ha detto - avrei fatto pace", ricordando le polemiche seguite all’ultima, forte nevicata a Bolzano). A tutti, uno per uno, pur senza un discorso ufficiale, il nuovo commissario del governo affiancato dalla viceprefetto Francesca De Carlini, ha fatto gli auguri per le feste in arrivo. Era la sua prima volta a Palazzo Ducale. (p.c.).


