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BOLZANO. «Il ballo crea benessere fisico e mentale. È un ottimo antidoto anche contro tutti gli stereotipi legati al tempo che passa e lascia i suoi segni». Maria Grazia Zanetti, presidente fin dalla fondazione, ovvero ormai 51 anni fa del Club La Ruga di Oltrisarco, spiega così la decisione presa tanto tempo fa di inserire le lezioni di ballo nel ricco programma dell'associazione che spazia dalla ginnastica, alla lettura, alle consulenze di tipo medico e legale.
Sabato c'è stata la soddisfazione di partecipare, sui prati del Talvera, ad ExtraDanza l'iniziativa che, nell'ambito di Bolzano Danza, consente anche ad associazioni e scuole di presentare un proprio programma. A guidare il gruppo l'insegnante Giancarlo Schiavon.
Proprio per l'impegno nel sociale a giugno Zanetti - una laurea in storia e filosofia ottenuta nonostante l'opposizione del padre che "non vedeva la necessità di far studiare una figlia femmina" - è stata insignita dal presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere.
Lei è una delle più longeve presidenti di associazioni: 51 anni alla guida del Club La Ruga sono tanti.
In effetti è così. Ma quando credi in un progetto, il tempo vola.
Com'era nata l'idea?
Quasi per caso. Un giorno mi ha chiamato il parroco don Roberto Lorenzoni e mi ha chiesto se potevo dare una mano in parrocchia. Con la famiglia mi ero trasferita da poco da via Rosmini in via Santa Geltrude. Di quel posto non mi piaceva assolutamente niente: era un altro mondo per me che ero abituata ad abitare in centro. Ma al parroco che era il mio insegnante non potevo certo di no. È così che, negli anni Settanta, ho cominciato ad occuparmi dei giovani.
Partendo dai giovani è passata ad occuparsi poi degli anziani.
Nel '75 ricordo che avevamo fatto un'indagine per avere una fotografia della composizione della popolazione del quartiere. Era emerso che c'erano mille donne con più di 60 anni - un' età che allora era sinonimo di vecchiaia - molte delle quali vedove che vivevano spesso in condizioni economiche precarie. Bisognava aiutarle ad ottenere il minimo vitale previsto dalla legge.
Ma come?
Io ero insegnante; Elio Frisanco, commerciante, Ilda Berlanda, assistente geriatrica proprio a Oltrisarco: abbiamo unito le forze e creato il comitato parrocchiale di assistenza, da cui sarebbe nato, nell'ottobre del 1975, il Club La Ruga. Siamo diventati un punto di riferimento all'interno del quartiere. Abbiamo collaborato con la Provincia ed in particolare con Pio Fontana per informare gli anziani di quelli che erano i loro diritti. Nel 1976 abbiamo organizzato il primo soggiorno al mare.
Prima destinazione?
La Colonia 12 Stelle a Cesenatico. Prima mangiavano i bambini, poi noi. Solo negli anni '90 abbiamo cominciato ad andare negli alberghi, ma c'era qualcuno che rimpiangeva la libertà della colonia.
E oggi qual è la mission dell'associazione?
Rispondere al principale problema della terza età che, soprattutto in città, è la solitudine. Proprio per questo anche la domenica facciamo attività a parco Mignone.
Una curiosità: chi ha avuto l'idea di chiamare il Club La Ruga, una parola oggi messa al bando?
L'idea era stata di Elio. A me - devo essere sincera - quel nome all'inizio non piaceva. Poi è diventato sinonimo della nostra battaglia contro gli stereotipi legati all'età.


