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BOLZANO. Mentre l'Italia sanitaria arranca, la Provincia Autonoma di Bolzano si distingue come unica realtà in controtendenza: un incremento dell'1% nel numero dei medici di medicina generale tra il 2019 e il 2023. Un dato all'apparenza modesto ma che assume proporzioni straordinarie nel panorama nazionale, dove la carenza di camici bianchi ha raggiunto livelli critici.
Il rapporto della Fondazione Gimbe evidenzia infatti che, a fronte dell'eccezione bolzanina, il resto del Paese vive un'emergenza sanitaria silenziosa ma devastante. Oltre 5.500 medici di famiglia mancano all'appello, lasciando un vuoto assistenziale che colpisce milioni di cittadini, soprattutto nelle regioni più popolose.
Regioni come la Sardegna hanno subito un collasso senza precedenti, perdendo il 39% dei medici di famiglia in appena quattro anni. Seguono situazioni altrettanto drammatiche in Puglia (-25,8%), Calabria (-20,9%) e Abruzzo (-16,7%). Solo le Marche (-1,7%) e la Provincia di Trento (-3,3%) mostrano diminuzioni contenute, pur non riuscendo a replicare il risultato positivo di Bolzano.
Il quadro generale resta allarmante: entro il 2027 altri 7.300 medici andranno in pensione, mentre il ricambio generazionale resta un miraggio. Nel 2024, il 15% delle borse di studio per la medicina generale non è stato assegnato, con picchi oltre il 40% in sei regioni italiane. Una crisi di vocazioni che si scontra con l'invecchiamento della popolazione - gli over 80 sono triplicati in quattro decenni - e con l'aumento esponenziale delle malattie croniche.
Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, non usa mezzi termini: "L'allarme riguarda ormai tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata". La crescente difficoltà dei cittadini nel trovare un medico vicino a casa comporta "disagi e rischi per la salute, soprattutto per anziani e persone fragili".


