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BOLZANO. La polemica su Porta a Porta e gli attacchi all’autonomia è arrivata fino al Quirinale. Se n’è fatto carico Lorenzo Dellai. L’ex presidente provinciale di Trento, oggi deputato (Popolari per l’Italia) ha incontrato ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. All’ordine del giorno c’era il sostegno del gruppo al governo Letta, ma Dellai ne ha approfittato per informare Napolitano delle critiche trasversali in Trentino Alto Adige sul «processo» all’autonomia della puntata di lunedì sera, andata in onda con il collegamento del presidente Arno Kompatscher dalla Rai di Bolzano. «È stato un agguato», ha commentato Kompatscher. «Disagio e amarezza dei trentini e dei sudtirolesi per il clima di ostilità crescente nel Paese nei confronti della autonomia», è stato manifestato da Dellai a Napolitano. Il deputato sottolinea il «clima alimentato da iniziative faziose e del tutto superficiali, quali la puntata di Porta a Porta». Dellai ha ringraziato Napolitano «per la sensibilità e la competenza istituzionale con le quali si è sempre rapportato con la nostra autonomia, richiamandoci certamente ai doveri di solidarietà con il Paese in un momento difficile, ma anche confermando - da ultimo con la sua visita a Merano - il valore nazionale ed europeo della nostra esperienza». Si fa sentire anche il Sender Bozen. Già durante la trasmissione alcuni tweet polemici erano stati lanciati dall’account twitter del Sender Bozen. Ieri è arrivata la presa di posizione di Markus Perwanger, il coordinatore dei programmi. Perwanger, che si dichiara «indignato» per il taglio dato alla trasmissione, si è mosso con la direzione generale di Roma.
«Il servizio pubblico deve restare imparziale. Vespa vistosamente non lo è stato, come dimostra la protesta corale che si è sollevata in questi giorni», sottolinea Perwanger, «Se dobbiamo vedere un aspetto positivo, è proprio questo. Kompatscher, viene difeso da cittadini di tutti i gruppi linguistici, solidali con il “loro” presidente. Con il senno di poi, avrei sconsigliato il presidente di partecipare a una trasmissione gridata, basata su un libro sbilanciato («La casta a statuto speciale», di Pierfrancesco De Robertis). In alternativa, sarebbe stato indispensabile essere in studio a Roma. Non deve preoccupare solo una trasmissione andata in onda alle 23.30, ma il clima che vi è sottinteso: Vespa sa cosa vuole sentire il pubblico. È significativa e grave la scena di Vespa che non ha pronunciato il nome di Kompatscher. Una mossa emozionale molto forte: immediatamente Kompatscher è stato messo nell’angolo come “tedesco”, cioè alieno, ricco e diverso. A quel punto poteva solo perdere». Non prende posizione sui contenuti Vittorio Longatti, direttore di sede della Rai di Bolzano, «anche se come cittadino altoatesino ho una mia idea».
Longatti ci tiene però a sottolineare che «ho fatto di tutto perché il presidente Kompatscher fosse messo nelle condizioni migliori per partecipare alla trasmissione, garantendogli ad esempio il video di ritorno, perché potesse vedere chi parlava nello studio a Roma». È arrivata ieri anche una iniziativa parlamentare. Il senatore Vittorio Fravezzi (Upt), con la firma anche dei parlamentari della Svp, del Patt e dell’Union Valdôtaine ha presentato un quesito alla Commissione di vigilanza Rai, di cui è membro, chiedendo «un richiamo al giornalista Bruno Vespa per avere condotto una trasmissione del servizio pubblico in maniera parziale e tendenziosa, ledendo dunque il diritto-dovere di un giornalista di garantire agli utenti un'informazione completa e obiettiva».
Fravezzi ha chiesto inoltre di «concedere ai due Presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano la possibilità di replicare nella medesima trasmissione per spiegare ai telespettatori e ai cittadini la vera realtà delle due Province autonome». Anche i Freiheitlichen annunciano una lettera di protesta alla Rai con la richiesta di «rettificare l'immagine dell'Alto Adige e scusarsi con i sudtirolesi. Nella trasmissione sono state allineate falsità e menzogne».
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