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BOLZANO. La difesa di Ester Quici, la donna condannata per omicidio volontario a 16 anni di reclusione dalla corte d’assise d’appello, non dispera. Nonostante due verdetti di condanna, il processo è tutt’altro che chiuso e gli avvocati Beniamino Migliucci ed Enrico Lofoco ritengono ci siano ancora buoni margini di manovra per puntare ad buna riforma della sentenza in Cassazione. Come noto al centro del caso c’è il “giallo” di corso Libertà con il decesso per dissanguamento di Alexander Heuschreck, all’epoca convivente dell’imputata. In primo grado Ester Quici fu condannata a 14 anni per omicidio preterintenzionale, in appello i giudici hanno inasprito la pena (16 anni), riqualificando il reato in omicidio volontario, allineandosi alle posizioni della Procura della Repubblica. Prima di impostare il ricorso per Cassazione la difesa deve ovviamente attendere il deposito delle motivazioni della condanna di secondo grado ma alcuni punti sono stati già definiti e si richiamano, ovviamente, alle arringhe in aula.
Le ferite. Il ricorso per Cassazione non potrà non evidenziare l’esito delle consulenze di parte sulle ferite riscontrate sul corpo della vittima. La difesa ritiene che le indicazioni possano permettere di considerare tutte le 18 ferite da taglio compatibili con anche con la tesi del suicidio della vittima, proprio come sostenuto dall’imputata poche ore dopo il dramma. A parte una ferita all’avambraccio sinistro di Heuschreck che potrebbe apparire da difesa, nessun colpo di coltello è entrato in profondità ed i tagli arrecati si sono fermati in superficie. Un modus operandi insolito per chi agisce con intenzione di uccidere. E se Ester Quici avesse avuto intenzione di inscenare un suicidio per coprire un omicidio - sostiene la difesa - avrebbe potuto lasciare il coltello tra le mani della vittima , evitando di lavarlo e rimetterlo in un sacchetto ove si trovava.
Le dichiarazioni di Ester. Non si può pensare di provare la colpevolezza di una persona indagata facendo riferimento alle falsità sostenute nelle prime dichiarazioni. Secondo la difesa Ester Quici raccontò che il convivente era rientrato a casa già ferito perchè aveva paura di non essere creduta ed era oggettivamente sotto shock.
I tempi del dramma. La difesa evidenzierà che non ci sono indicazioni certe sui tempi del dissanguamento di Heuschreck nè su quelli delle fasi del ferimento.
Nessun movente. L’inchiesta non ha indicato alcun movente certo. Secondo gli avvocati un punto debole del teorema della Procura in un processo prettamente indiziario.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le ferite. Il ricorso per Cassazione non potrà non evidenziare l’esito delle consulenze di parte sulle ferite riscontrate sul corpo della vittima. La difesa ritiene che le indicazioni possano permettere di considerare tutte le 18 ferite da taglio compatibili con anche con la tesi del suicidio della vittima, proprio come sostenuto dall’imputata poche ore dopo il dramma. A parte una ferita all’avambraccio sinistro di Heuschreck che potrebbe apparire da difesa, nessun colpo di coltello è entrato in profondità ed i tagli arrecati si sono fermati in superficie. Un modus operandi insolito per chi agisce con intenzione di uccidere. E se Ester Quici avesse avuto intenzione di inscenare un suicidio per coprire un omicidio - sostiene la difesa - avrebbe potuto lasciare il coltello tra le mani della vittima , evitando di lavarlo e rimetterlo in un sacchetto ove si trovava.
Le dichiarazioni di Ester. Non si può pensare di provare la colpevolezza di una persona indagata facendo riferimento alle falsità sostenute nelle prime dichiarazioni. Secondo la difesa Ester Quici raccontò che il convivente era rientrato a casa già ferito perchè aveva paura di non essere creduta ed era oggettivamente sotto shock.
I tempi del dramma. La difesa evidenzierà che non ci sono indicazioni certe sui tempi del dissanguamento di Heuschreck nè su quelli delle fasi del ferimento.
Nessun movente. L’inchiesta non ha indicato alcun movente certo. Secondo gli avvocati un punto debole del teorema della Procura in un processo prettamente indiziario.
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