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CHIUSA. Il patrimonio storico e architettonico del centro storico di Chiusa messo a repentaglio dal lento ma continuo spopolamento. Case storiche che vanno in rovina e vicoli medievali che potrebbero attrarre turisti e commercio e invece risultano ingiustamente degradati per la presenza di immobili chiusi e che iniziano a perdere pezzi.
Il 15% degli immobili del centro storico è disabitato e ha bisogno di interventi strutturali, mentre almeno il 10% è ha bisogno di essere risanato. Questi sono alcuni dei numeri che emergono dal rapporto del progetto Revita, l’iniziativa sposata dal Comune di Chiusa per studiare il fenomeno dello spopolamento e trovare una strategia per arginarlo.
Scendendo in un primo livello di dettaglio dell’indagine, il problema risulta più evidente al livello della strada, dove gli immobili si dividono equamente tra commercio e residenziale, oltre che risotrazione e servizi; mentre solo il 3% dei piani più alti risulta disabitato, a dimostrare che lo spopolamento va di pari passo con la crisi del commercio. Il progetto si sviluppa nella cornice dell’Interreg IV, l’accordo di collaborazione all’inerno dell’Euroregione che accoglie Tirolo, Alto Adige e Trentino; il comune di chiusa, in questo caso, è gemellato con quella di Hall in Tirolo, che versa in condizioni simili.
In queste ultime settimane sono state svolte 176 interviste tra i proprietari di immobili del centro storico e stilato un censimento delle abitazioni. «Sulla base dei risultati dell'indagine vogliamo ora pianificare altri interventi volti a contrastare questo processo di svuotamento del centro storico», spiega il vicesindaco Manfred Waldboth. «L'inchiesta ha fatto luce su molti aspetti della realtà immobiliare di Chiusa - illustrano i titolari dell’agenzia incaricata della rilevazione - sono stati sentiti circa 70 proprietari di immobili di entrambi i gruppi linguistici; circa la metà di loro si è dimostrata disposta a fornire informazioni dettagliate sui rapporti di locazione e proprietà. Tredici degli intervistati sono stati inoltre pronti a partecipare a un colloquio di approfondimento volto ad analizzare le possibili problematiche e a individuare nuovi potenziali di sviluppo dell'immobile».
Se il problema esiste, rassicura il sindaco Maria Gasser Fink, «la città sta reagendo nel modo corretto e ci si muove nella giusta direzione».
Il sondaggio evidenzia infatti, commenta il sindaco, «l'esistenza di un grande interesse per Chiusa. Il messaggio più chiaro emerso dall'indagine è, a mio avviso, la necessità di creare un'istituzione incaricata di promuovere il marketing della località, un organismo che riunisca e coinvolga tutte le forze già operanti nelle organizzazioni economiche di Chiusa in modo da mantenere e possibilmente accrescere l'attrattiva della nostra cittadina».
L’obbiettivo della rilevazione, spiega la direttrice del progetto Magdalena Gebhard, «è non solo un censimento di edifici vuoti, ma anche quello di stabilire delle strategie condivise in cui anche i proprietari partecipino attivamente contro lo spopolamento del centro storico.
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