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Bolzano. L’emergenza Coronavirus mette in secondo piano le strategie dei partiti in vista delle elezioni comunali del 3 maggio (anche se su un eventuale slittamento della data deciderà la prossima settimana la giunta regionale). Il sindaco Renzo Caramaschi punta al bis, sostenuto da Pd, Verdi, Noi per Bolzano, Sinistra, Italia Viva e una sua lista civica, ma deve fare a meno del sostegno dell’alleato più pesante, la Svp, che schiera nientemeno che il vicesindaco Luis Walcher. Una situazione paradossale, che vedrà i due fronteggiarsi al primo turno dopo anni di amministrazione comune. «Abbiamo lavorato bene, poi ognuno ha la sua strategia elettorale», si limita a dire Walcher, «la Svp governa a Bolzano dal 1948 sempre con una certa coalizione, io ho molto da fare con i cantieri aperti e la mia lista, e guardo poco in casa d’altri...».
Il riferimento è a quanto sta avvenendo nel centrodestra, dove la situazione - a tre settimane dalla scadenza della presentazione delle liste - è ancora congelata. Venerdì è saltata la conferenza stampa di presentazione di quello che tutti consideravano ormai lo sfidante di Caramaschi, il noto avvocato Igor Janes. Ufficialmente tutto rinviato per il Coronavirus, e il rischio slittamento delle elezioni. Ma ufficiosamente nei corridoi della politica bolzanina la lettura prevalente è che lo stop a Janes si inserisca nell’operazione «aggancio Svp» al ballottaggio, operazione che la Lega con il deputato Filippo Maturi sta perseguendo con l’ala delle Stelle Alpine (vicina al segretario Achammer) che vedrebbe bene uno sganciamento dal Pd per riproporre l’alleanza che oggi governa in Provincia.
In questo senso possono essere interpretate le parole dello stesso Maturi, «con i nostri alleati abbiamo trovato delle convergenze ma da qui a dare per certa una coalizione...». Una coalizione di cui fanno parte, oltre a Lega e Forza Italia, anche Fratelli d’Italia, l’interlocutore più indigesto per la Svp. L’obiettivo è dunque avere una coalizione e un candidato potenzialmente appetibile per l’ala blockfrei delle Stelle Alpine.
Osserva il sindaco Caramaschi: «Con la Svp in questi anni abbiamo lavorato bene e dato una scossa alla città. Nella mia visione era naturale proseguire, ma evidentemente non sono un politico e non riesco a ragionare secondo certe strategie elettorali».
Il riferimento è a quanto sta avvenendo nel centrodestra, dove la situazione - a tre settimane dalla scadenza della presentazione delle liste - è ancora congelata. Venerdì è saltata la conferenza stampa di presentazione di quello che tutti consideravano ormai lo sfidante di Caramaschi, il noto avvocato Igor Janes. Ufficialmente tutto rinviato per il Coronavirus, e il rischio slittamento delle elezioni. Ma ufficiosamente nei corridoi della politica bolzanina la lettura prevalente è che lo stop a Janes si inserisca nell’operazione «aggancio Svp» al ballottaggio, operazione che la Lega con il deputato Filippo Maturi sta perseguendo con l’ala delle Stelle Alpine (vicina al segretario Achammer) che vedrebbe bene uno sganciamento dal Pd per riproporre l’alleanza che oggi governa in Provincia.
In questo senso possono essere interpretate le parole dello stesso Maturi, «con i nostri alleati abbiamo trovato delle convergenze ma da qui a dare per certa una coalizione...». Una coalizione di cui fanno parte, oltre a Lega e Forza Italia, anche Fratelli d’Italia, l’interlocutore più indigesto per la Svp. L’obiettivo è dunque avere una coalizione e un candidato potenzialmente appetibile per l’ala blockfrei delle Stelle Alpine.
Osserva il sindaco Caramaschi: «Con la Svp in questi anni abbiamo lavorato bene e dato una scossa alla città. Nella mia visione era naturale proseguire, ma evidentemente non sono un politico e non riesco a ragionare secondo certe strategie elettorali».


