BOLZANO. La giudice di pace Mirta Pantozzi ha annullato una multa fatta ad uno scooterista davanti all’ospedale perchè «il divieto di parcheggio non era segnalato» e perchè «serve più tolleranza». Il comandante dei vigili Sergio Ronchetti non entra nello specifico ma ammette che «il caso ospedale è difficile da gestire ed imbarazzante». Sui ricorsi però nessuno spiraglio: «Nell’80% dei casi le sentenze sui verbali sono a nostro favore».
 Il rapporto tra la città ed i suoi 133 vigili (111 in strada ed 8 nuovi) è conflittuale, fatto di odio ed amore. Li odi se ti stangano. Li adori quando stangano gli altri. E Ronchetti lo sa molto bene.
 E sa che in tanti hanno provato un sottile piacere alla bacchettata della giudice.
 Ospedale e multe, lei cosa dice?
 
«All’inizio è stato difficile. Alla gente non entrava in testa che non poteva più parcheggiare come aveva sempre fatto e le multe ci sono state. Adesso la situazione è migliorata: ne facciamo tutti i giorni ma poche. Gli automobilisti si sono adeguati ma non è stato affatto semplice».
 Questione bollente?
 
«Diciamo che resta difficile da gestire ed imbarazzante anche perchè l’alternativa è onerosa».
 Parla del garage?
 
«Esattamente. La gente non ha alternativa. Sì c’è il bus, c’è la bici, c’è lo scooter ma capisco anche che in certi momenti si sale in macchina e si va».
 Avete tanti ricorsi?
 
«Non ho i dati dell’ospedale nel dettaglio ma posso dire che nell’80% dei casi le sentenze sui verbali sono a nostro favore. Quindi a fare notizia è l’eccezione, non la regola».
 Ripristinerebbe i parcheggi soppressi?
 
«Sì, lo farei».
 Un invito a Ladinser a darsi una mossa?
 
«Nessun invito, mi avete cbiesto cosa farei io».
 Quante multe sono fioccate in tutta la città nel 2009?
 
«62.600 in tutto. Il dato nudo e crudo può anche impressionare ma il miglioramento è continuo. Pensate che dal 2002 al 2005 bolzanini, ma anche tanti turisti e pendolari hanno pagato una media di 75.000 contravvenzioni l’anno, nel 2006 è andata meglio (65.000)».
 La città è convinta che dobbiate far cassa.
 
«Non ho mai avuto pressioni dall’alto in tal senso. Siamo alla leggenda metropolitana. E non proviamo nessun godimento a tirar via soldi alla gente in tempi di crisi come questo».
 Quali sono i nervi scoperti?
 
«I parcheggi sulle strisce blu (15.136 multe in tutto) e le zone colorate (11.200). Poi il mare magnum delle soste vietate, dei passi carrai, dei veicoli che invadono il marciapiede e ancora auto abbandonate sulle piazzole bus o invalidi, gente che telefona al volante, che guida senza cinture di sicurezza, che attraversa col semaforo rosso».
 Le zone più sensibili?
 
«Quella davanti al Cineplexx dove gli spettatori della multisala continuano a parcheggiare a casaccio anche se poche centinaia di metri c’è il Mayr Nusser. Via Milano dove c’è chi non resiste al fascino (tutto italico) dell’auto piazzata sulla carreggiata anche se a fianco c’è il posto libero. Via Guncina dove anche la sera c’è chi molla la macchina in mezzo alla ciclabile».
 Cosa ne pensa dei vigili ausiliari che controllano i parcheggi blu?
 
«Che fanno bene il loro lavoro e che si sono un po’ ammorbiditi rispetto all’inizio anche perchè ho chiesto loro - che sono dipendenti Seab - ragionevolezza nell’intervento. Non mi sembrava il caso di multare il poveretto che era andato a far moneta o che era al parcometro».
 Comandante ma quanti sono i vigili ausiliari?
 
«Sei in tutto».
 Scusi, sembrano seicento.
 
«Diciamo che sono mobili e veloci negli spostamenti perchè girano in bici o in motorino».
 C’è dell’altro?
 
«Non ne posso più della letteratura che ci vuole appostati dietro i cespugli, spuntare all’improvviso con il libretto. Non siamo falchetti. Credo solo che una città sia più vivibile se c’è il rispetto delle regole. E poi guardate che sono i cittadini a chiamarci per segnalarci questa e quella irregolarità. Cittadini che però, quando si tratta di una loro debolezza, diventano indulgenti. Ed in mezzo, alla fine, restiamo sempre e solo noi».