MERANO. Oltre 35 anni di attività archiviati con una donazione di 14.500 euro ad associazioni del territorio. Si è concluso ieri l'esercizio del Comitato centro storico, sodalizio dei commercianti dei Portici e paraggi, un’avventura caratterizzata dalla costante partecipazione allo sviluppo del cuore urbano, con iniziative promozionali e manifestazioni, ma anche con l'insediamento di esponenti in varie sedi della governance meranese. È dall’alveo di questo sodalizio che vide la luce, nella prima metà degli anni ’90, il primo Mercatino natalizio, oggi locomotiva del turismo invernale. E porta lo stesso marchio la Festa della città, la cui prossima edizione sarebbe prevista per agosto ma a questo punto rischia di saltare: all'annuncio dell'abbandono da parte del gruppo guidato da Joachim Ellmenreich, la scorsa primavera, non è seguito alcun progetto concreto. Anche se qualche spiraglio s'intravede.
C'era il direttivo del comitato, ieri al Bistro 7 sotto i Portici per il commiato, assieme ai rappresentanti delle associazioni beneficiarie della liquidazione del sodalizio. "Abbiamo dato esecuzione a quanto previsto dallo statuto – ha esordito Ellmenreich – e destinato quanto rimasto nelle nostre casse a chi ne ha bisogno. I componenti del direttivo hanno avanzato delle proposte e abbiamo ripartito la cifra”.
Ringraziato chi lo ha preceduto al vertice del comitato (era presente il predecessore Gundolf Wegleiter) e tutti coloro che "con passione e dedizione hanno profuso il loro impegno in tutti questi anni", Ellmenreich è tornato sui motivi che diversi mesi fa hanno portato alla decisione di porre la parola fine all'avventura: "Soprattutto, sono mancate le motivazioni. Senza la spinta per continuare, considerato il calo dei soci e con difficoltà a trovare un ricambio di forze, era inutile andare avanti. Certo, dispiace. Ma i tempi cambiano e anche il panorama commerciale del centro non è più lo stesso".
Il riferimento è al turnover di negozi che, in particolare nell'ultimo decennio, ha caratterizzato i Portici. Sempre meno le botteghe a conduzione familiare e i negozi storici, in crescita i grandi marchi e le multinazionali. S'è andato via via affievolendo quel clima confidenziale, quasi “casalingo”, che faceva da collante fra commercianti, quella rete di rapporti quotidiani che caratterizzava il terreno fertile sul quale germogliavano le iniziative. Tra le quali, appunto, la Festa della città. Dagli anni ’90, l'appuntamento si svolge ogni due estati: l'ultima edizione è datata 2014, la prossima cadrebbe quest'anno. "Quando abbiamo decretato lo scioglimento – spiega Ellmenreich – abbiamo detto al Comune e all'Azienda di soggiorno che non avremmo fatto mancare il nostro appoggio a chiunque fosse subentrato nell’organizzazione dell'evento”. Di recente ai sodalizi che hanno preso parte alla scorsa edizione è pervenuta una lettera a nome di Herbert Torggler, rappresentante dei vigili del fuoco di Maia Alta e dunque di uno degli attori principali della manifestazione, per sondare la disponibilità a creare un comitato organizzativo. Torggler aveva anche rivestito il ruolo di delegato delle associazioni della “Stadtfest” nei rapporti con il Comitato centro storico. "L'appuntamento – dice Ellmenreich - è sempre stato la festa dei gruppi sportivi, dei circoli associativi, dei club, in grado in questo contesto di trovare fonti di autofinanziamento". Un pool di rappresentanti del tessuto associativo cittadino potrebbe essere la strada giusta per raccogliere il testimone. Qualcosa dunque si muove, ma i tempi sono stretti.
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