Bolzano. Il posto non è scelto a caso. Con bus dopo bus che passano facendo la barba al marciapiede di Piazza Domenicani. E, infatti, lo hanno scelto quelli del "no" al tram e il sì ai bus di qualunque genere. No con pochi ma, per dire. Uno lo accenna Alessandro Forest: "Sarebbe bastata un po' di umiltà in più. Per esempio: raccontare per bene il percorso che invece sembra ancora confuso...". Ma per il resto il no è no. Ecco, il comitato che si oppone ad una delle operazioni infrastrutturali più identitarie della giunta che, tuttavia, la aggiunge ai grandi cantieri e al metrobus. E all'obiezione, conseguente, che il tram non sarebbe che una integrazione delle linee bus e di tutto il resto, il "comitato del no" non arretra: "E' inutile soprattutto perchè è costoso" aggiunge Tritan Myftiu. E sui costi c'è molta partecipazione: "Secondo quanto ha anticipato il sindaco si tratterebbe di 120 milioni, con 40 dalla Provincia, altrettanti dallo Stato e altri 40 dal Comune: ecco, sarebbe bene che i fondi comunali si mettessero da qualche altra parte" dice a sua volta Rosanna Oliveri che del comitato è la presidente, con Myftiu vice. E poi i tempi. Secondo Forest non se parlerebbe fino al 2025 e, nel frattempo, si chiede: "Cosa facciamo se tutto cambia, se la mobilità avrà nuovi punti di riferimento, tecnologie che oggi sono solo accennate? Insomma, si rischia di fare qualcosa di antiquato". E poi il mantra resta la "rigidità delle linee". Che quelli del comitato raccontano come l'impossibilità di muoversi con flessibilità rispetto alle successive esigenze che emergessero nel tessuto urbano: "Le linee bus si spostano - dicono- quelle del tram restano lì". E poi l'altro argomento su cui insistono: "Il tram non serve ai bolzanini ma serve ai pendolari". Ma non è che 80mila pendolari tutti i giorni che piovono in macchina fanno piacere ai bolzanini, no? "Certo, ma abbiamo visto anche col metrobus che vi potranno salire solo in pochi". Insomma è un muro contro muro. Con, all'orizzonte, lo scenario politico-urbanistico che più temono, quelli del comitato: "Vedrete che la Provincia si prepara a prolungare la linea oltre Ponte Adige verso Appiano e Caldaro. E sapete perchè non lo dice? - si domanda retoricamente Forest - Per la ragione che se lo dicesse salterebbero i contributi statali che si limitano a finanziare le riqualificazioni sostenibili urbane...". Lo scontro è diffuso, dunque. Ed è molto evidente che questo comitato è il primo fronte della campagna elettorale. Il suo inizio specifico. Tant'è che, nel comitato, oltre a Forest, Oliveri, Alessandro Tamanini, Simone Bilotta, Francesco Ernesti c'è Gabriele Giovannetti. E dietro, Alessandro Urzì. "Lui è con noi" annunciano quelli presenti ieri in piazza Domenicani. Che, infatti, oltre alla giunta attaccano in particolare i Verdi: "E' evidente che il tram è il prezzo che il sindaco ha dovuto pagare alla Lorenzini per garantirsi il suo appoggio. Ma in questo modo la città è costretta a sobbarcarsi un costo inutile". Ma il tram non è elettrico e dunque sostenibile? "Ma non così e non con questo percorso. E' solo una speranza quella che i pendolari lo prendano in massa...". In conclusione, la campagna elettorale è iniziata. E il referendum ne sarà l'assaggio, visto quanto è stato politicamente caricato. E già emergono gli screzi tra comitati. "Quelli del comitato pro referendum sono arrivati dopo. In realtà avevamo iniziato prima noi" polemizza Forest. Si parte. (P.Ca.)