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Bolzano- Sul tram sale anche il Team K. Ma non vuole fermarsi a Ponte Adige, punta all'Oltradige. «Perché questa linea va bene ma non basta - spiegano Paul Köllensberger e Matthias Cologna -; non basta per raggiungere il vero orizzonte della rotaia, che è il freno ai pendolari». E dunque non a caso il "comitato per il si al tram verso l'Oltradige" si è presentato nel bel mezzo della linea di confine tra la possibile realtà (la linea 1 ) e all'auspicabile prospettiva (una linea anche per Appiano e Caldaro): Ponte Adige appunto. Qui troverà il suo snodo intermodale il tram su cui è stato indetto il referendum di novembre e qui si ferma il progetto Sta che verrà presentato, al completo, nei prossimi giorni. La ragione? I contributi statali sono legati alle riqualificazioni sostenibili urbane, comprese nella cornice del pums che il Comune presenterà a fine anno al ministero e dunque questa prima linea non esce dal circuito cittadino. «Ma se la scelta del tram va nella direzione di costituire una alternativa al traffico privato - chiarisce ancora il consigliere provinciale - questa deve essere radicale: proseguire verso il territorio. Solo così si potrà poi chiedere ai pendolari dell'Oltradige di lasciare sul serio l'auto a casa». Naturalmente anche TeamK attende di conoscere nel dettaglio lo schema conclusivo elaborato da Sta su indicazione di Comune e Provincia. Tuttavia, qual è la posizione “politica” rispetto al si o al no referendario? "Noi siamo per il sì - puntualizza il leader del Team - e lo dichiariamo apertamente. La ragione è che dire no precluderebbe totalmente una prospettiva virtuosa. La linea 1 non basta ma è comunque il presupposto strategico per attuare anche la seconda linea verso il territorio. Dunque sì». Certo, restano da fare, per TK , delle osservazioni in merito al tracciato come convince parzialmente, ad esempio, la biforcazione della linea nei pressi della rotonda di via Druso. Ma sono particolari. Il bersaglio grosso è avere una lunga linea su rotaia, dunque ecologica e non inquinante, per indurre il traffico pendolare a scegliere un nuovo mezzo per entrare a Bolzano. Sono oltre 23 mila infatti i pendolari che tutti i giorni usano l'asse di penetrazione urbana via Druso-via Vittorio Veneto per andare al lavoro. E si potrà agire, anche drasticamente su di loro, con misure restrittive soltanto se il tram potrà avere la sua prosecuzione oltre Ponte Adige. Nel frattempo TeamK lavorerà perché almeno la linea 1 sia comunque attuata. E proprio in questa prospettiva ieri a Ponte Adige oltre a Tk erano stati invitati gli altri partiti, il Centro consumatori, il Dachverband, cioè i protezionisti sudtirolesi e gli Amici del tram per l'Oltradige. Una associazione che spinge perché gli abitanti dei dintorni del capoluogo possano usufruire di una alternativa pulita e soprattutto comoda all'auto privata. Adesione convinta anche da parte dei Verdi: «I problemi del capoluogo Bolzano possono essere risolti solo in cooperazione con i comuni limitrofi - scrivono in una nota -. Sosterremo per quanto possibile questo comitato, poiché la proposta del ripristino della antica “ferrovia per l'Oltradige” è una storica causa dei Verdi dell'Alto Adige. L'obiettivo portato avanti da anni dalla nostra assessora alla mobilità di Bolzano Maria Laura Lorenzini di un collegamento tranviario pulito, veloce ed efficiente da Bolzano fino a Ponte Adige rappresenta ora il primo e decisivo passo verso la realizzazione di una moderna “ferrovia per l'Oltradige”». Tutte queste forze saranno ora impegnate per il sì nel referendum di novembre ma poi continueranno il loro lavoro perché, una volta dato il via libera alla linea 1 e assicurati i contributi statali si attui il progetto di prosecuzione. P.CA.


