MERANO. Il consiglio comunale al termine di una seduta fiume, incentrata su un unico punto all'ordine del giorno, approva il contratto preliminare per l'acquisto chiavi in mano del complesso residenziale che la società Madison srl costruirà nell'ultimo lotto disponibile dell'ex area del gas. Si tratta di 37 alloggi protetti per anziani da 50 metri ciascuno oltre a un alloggio di servizio per il personale che nel concetto elaborato dalla fondazione Pitsch dovrà accompagnare gli anziani nella loro vita quotidiana. Per ognuno dei piccoli appartamenti il Comune pagherà la bellezza di 251 mila euro, seguendo una stima peritale esterna di 2.800 euro al metro quadrato. Troppi soldi per il Pd, che principalmente per questa motivazione si è astenuto. La delibera è stata approvata con 27 voti favorevoli e sette astensioni (2 consiglieri del Pd, 3 dei Verdi, Idv e Rifondazione). Secondo Vanda Carbone, capogruppo del Pd, la spesa che il Comune effettuerà tra 18 mesi, ovvero alla consegna della palazzina chiavi in mano, è sproporzionata «e non vorrei - ha detto la consigliera in aula - che dietro si nascondesse un quasi accordo con la società Madison che avrebbe per controparte il ritiro della causa milionaria avviata proprio dal costruttore alcuni anni fa contro i ritardi del rilascio dell'intera area bloccata per anni dalla bonifica dei terreni inquinati». Nessuno in aula ha dato una risposta alla richiesta di chiarimento del Pd.

Di fatto però dietro le quinte di questo accordo per l'acquisto dei 37 alloggi per anziani ci sono dieci anni di storia. Nel 2004 la Madison acquista il terreno comunale, ex sede della Municipalizzata, per circa 8 milioni di euro. Per dieci anni per non può costruire in quanto i lavori di bonifica dei terreni inquinati vanno oltre ogni immaginazione e budget. Il Comune alla fine avrà pagato una cifra vicina ai 15 milioni di euro, il doppio di quanto incassato per la vendita dei terreni alla Madison. Ma quest'ultima ha un altro problema: acquista i terreni in pieno boom edilizio, ma non può costruire e quando ottiene indietro i terreni bonificati ormai la domanda di nuove case è completamente affievolita. Per questo ritardo e altri problemi collegati la Madison istruisce in tribunale una causa contro il Comune da 14 milioni di euro, che si oppone a ogni risarcimento chiamando dalla sua la causa di forza maggiore. Prima della votazione finale in aula, il consiglio ha anche approvato un documento voto presentato dal consigliere dei Verdi Massimiliano Boriero (che poi voterà a favore) con i quale si impegna il sindaco a modificare il preliminare in modo che la società Madison sia chiamata a pagare i maggiori costi di locazione che il Comune dovrà pagare in caso di ritardo nella consegna della palazzina finita dopo i 18 mesi concordati.

I 9,5 milioni di costo dei 37 alloggi oltre a quello di servizio saranno finanziati usando una parte dell'incasso dalla vendita alla Provincia dello Zarenbrunn (3,4 milioni), grazie a un contributo della fondazione Pitsch (1 milione) futuro gestore della casa, con la vendita di villa Hölzl (0,71) e dei terreni ex Bosin (1,07), con mezzo milione di mezzi propri del Comune, con il fondo rotazione (1,14) e grazie ai contributi provinciali (1,71 milioni).