MERANO. L'amministrazione comunale spende mille euro all'anno per accudire ciascuno dei bambini in età prescolare ospitati nelle 54 sezioni di scuola materna presenti sul territorio. Ma questo importo non è sufficiente per coprire le spese complessive, che lo scorso anno sono ammontate a poco meno di due milioni di euro (1,94 milioni per l'esattezza). Per raggiungere il pareggio, l'ufficio scuole municipale incassa 600 euro in media da ciascuna delle famiglie che scelgono di utilizzare il servizio offerto dalle scuole per l'infanzia, siano esse a gestione comunale oppure privata, come nel caso dell'Elisabethheim, del Maria Trost o della scuola St.Georg.

L'Astat nei giorni scorsi ha puntato il dito contro il Comune di Merano, segnalando che le rette pagate dalle famiglie meranesi per le scuole materne sono le più care in Alto Adige. «Hanno preso come riferimento – corre ai ripari l'assessore al sociale Luis Gurschler – la tariffa massima praticata, ovvero i 75 euro al mese, ma a Bolzano si sono dimenticati di tenere conto che il 15% dei bambini gode di tariffe agevolate. In media, a Merano un mese di scuola materna si paga 68,4 euro, ma, a differenza di altri Comuni, le famiglie più bisognose arrivano ad avere sconti fino al 70%».

A Gurschler e al sindaco Januth non è andata giù l'accusa rivolta a Merano di essere un Comune poco amico delle famiglie. «A vedere certe tariffe – sostiene ancora Gurschler – come ad esempio i 30 euro che si pagano in alcuni Comuni, mi viene il dubbio che altri municipi calcolino le rette senza tenere conto di alcuni costi, magari perché la scuola materna è inserita nell'edificio della scuola elementare o della biblioteca o del municipio stesso. Ma sono gli stessi Comuni che dicono di avere meno fondi rispetto a quelli grandi? Dai dati che forniscono all'Astat, si direbbe che di soldi per finanziare i servizi ai cittadini ne hanno addirittura troppi. Noi con i nostri 1.188 bambini non possiamo limitarci all'uso di strutture di nostra proprietà, ma dobbiamo ricorrere anche all'affitto di strutture private».

Tutte le 13 scuole che ospitano sezioni prima infanzia si sono adeguate alle tariffe indicate dal Comune, tranne la scuola St. Georg, che applica tariffe più basse, ma che per questo non ottiene dal Comune il rimborso delle riduzioni. Rispetto ai 75 euro di tariffa standard mensile (per il tempo prolungato si pagano 85 euro), le famiglie con reddito Isee fino a 5.500 euro hanno un sconto del 70%, che scende progressivamente fino al 30% quando il reddito non supera i 12 mila euro annuali. Per il secondo figlio iscritto, il Comune applica anche uno sconto sulla tariffa pari al 20%. Il grado di copertura ai costi garantito dalla retta pagata dalle famiglie non supera comunque il 35%.

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