BOLZANO. Il Comune, privo delle necessarie risorse economiche, non installerà telecamere pubbliche, a farlo saranno invece gli esercenti. Per incentivare l’installazione da parte dei privati ieri il sindaco uscente, al termine dell’ultima seduta ordinaria della giunta Spagnolli bis, ha estratto dal cilindro il suo coniglio preelettorale in tema di sicurezza e prevenzione dei reati in città: sconti sul Canone municipale di occupazione suolo pubblico per baristi e commercianti. Sempre se il prossimo sindaco sarà di nuovo lui, ovviamente, come ha precisato Spagnolli. Al complesso iter burocratico amministrativo e giuridico per consentire l’attuazione del piano telecamere si sta lavorando da diversi mesi, e solo ora è arrivato il via libera da parte dei tecnici municipali, subordinato comunque al piano che sta predisponendo la questura. Si partirà con un esperimento al centro commerciale naturale Four You. Se funzionerà, si estenderà al resto della città.

Ieri, assieme alla presidente del centro commerciale Four You e al presidente della circoscrizione Europa, il sindaco ha annunciato la novità: «Abbiamo messo insieme un’iniziativa, che partirà col prossimo mese di giugno, qualora io dovessi rimanere sindaco, evidentemente, perché sennò non partirà. L’iniziativa consentirà al Comune di dare un incentivo economico agli esercizi commerciali e agli esercizi pubblici che volessero collocare una telecamera in modo tale da poter prendere nell’obiettivo anche il tratto di suolo pubblico prospiciente. Si agirà sul canone di occupazione suolo pubblico per i tavolini e eventualmente sull’occupazione suolo pubblico legata alla presenza di tende parasole o di altri oggetti sulla strada». È stata, a detta di Spagnolli, «un’operazione molto complicata, cui stiamo lavorando da mesi, perché da un punto di vista giuridico è un’iniziativa nuova, che non ha particolari esempi in giro per l’Italia. Siccome questo è un tema che è stato sollevato più volte, in particolare dalla presidente di Four You, ho voluto preannunciare la cosa fin da ora». Manca soltanto l’atto formale definitivo, ma lo si redigerà prossimamente, «e se non sarò rieletto penso che lo potrà fare qualcun altro, perché non credo che altri che dovessero prendere il mio posto saranno contrari all’iniziativa».

La questione è complicata, perché le tariffe sono fissate per legge, ma si sarebbe trovata una gabola per riuscire nell’impresa. Comunque sia, il Comune non spenderà per l’installazione delle telecamere, ma comunque incasserà meno di canone, quindi una spesa municipale in realtà ci sarà. Se l’esperimento funzionerà, si ripeterà altrove, magari con In Corso? «Lì è più difficile, perché i portici di corso Libertà sono privati con servitù di passaggio pubblica. Come si vede, la faccenda è assai complicata».

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