BRESSANONE. Cinque mesi dopo la sua elezione, il primo consiglio parrocchiale multilingue di Bressanone traccia un bilancio positivo nelle parole dell'assessore Paula Bacher, referente per il volontariato e i rapporti con le associazioni. Un bilancio positivo che archivia i dubbi degli inizi, le perplessità su un passo che veniva visto da molti come prematuro.

“È vero – spiega Bacher – gli interrogativi erano numerosi. In tanti si chiedevano come svolgere le votazioni per il rinnovo del consiglio che da novembre ha riunito i due precedenti organi italiano e tedesco e i tre gruppi linguistici. I punti di domanda riguardavano il numero di rappresentanti da eleggere per ciascun gruppo e le concrete possibilità di lavorare insieme”.

Tra i 22 membri ci sono 4 rappresentanti della comunità italiana, 11 di quella tedesca e un portavoce ladino, più i delegati delle associazioni e i membri cooptati nell'assemblea costituente del 16 novembre scorso. Il presidente è Helmuth Fink, alla vice presidenza sono state nominate Paola Cecarini e Rita Weger. Ma i lavori come procedono?

“Direi molto bene – continua Bacher – Oggi (sabato scorso, ndr) ci siamo riuniti e abbiamo tracciato un primo bilancio di quanto è stato fatto, un programma delle prossime tappe. Abbiamo anche deciso di dare più visibilità a quanto il consiglio fa e propone, alle iniziative per la cresima e la prima comunione, agli incontri programmati per i giovani. Manca un po' la promozione delle attività del consiglio parrocchiale, ma un passo dopo l'altro il confronto tra gruppi linguistici ingrana”.

Niente più facce perplesse.

“In consiglio siedono persone aperte al dialogo. Il confronto è costruttivo, non si parte mettendo avanti le difficoltà e le eventuali differenze divisive. Sento uno spirito positivo”.

Lei si è impegnata perché il consiglio parrocchiale unico fosse e sia un successo.

“Ho una lunga esperienza in consiglio comunale, so cosa vuol dire organizzare un lavoro mettendo insieme i contributi dei diversi gruppi linguistici. Nel consiglio parrocchiale è stato avviato un bel percorso, centrato sul fare le cose, sulla collaborazione, sul lavoro in aiuto delle persone, sulla serenità del confronto”.

A questo punto è l'esperienza del consiglio parrocchiale a poter essere travasata nel consiglio comunale.

“Ma lì ci sono i partiti ed è tutto un po' più complesso”.

Intanto, i tempi per il consiglio parrocchiale unico, possiamo dirlo ora, erano maturi.

“Penso di sì. Del resto la Bibbia unisce, non divide”.

Una strada tracciabile per altre fusioni multilingui?

“Sì, se c'è la volontà di stare insieme. In fondo, si può lavorare insieme mantenendo lingua, cultura, tradizioni e caratteristiche dei singoli gruppi linguistici”.

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