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BOLZANO. Nei loro occhi la paura concreta di non avere più un tetto sopra la testa, per loro e per la loro bambina di 2 anni. Questo lo scenario che si sta delineando per una famiglia bolzanina, lei 22enne nata a Pristina in Serbia, ma a Bolzano da quando aveva solo pochi mesi e lui macedone di 25 anni anch’egli in città da vent’anni. Genitori giovani, entrambi lavoratori (lei a chiamata, lui indeterminato), che adesso stanno per essere sfrattati per le conseguenze di un mancato erogamento del contributo pubblico a sostegno dell’affitto. Una vicenda surreale che sta per avere un epilogo drammatico. Per circa due anni Elvira Asik e Erol Ibrahimi hanno vissuto con la loro figlia e i genitori di lui Sejdo e Belkijan, in un appartamento privato coprendo in parte le spese di affitto grazie ai contributi di sostegno alle famiglie. L’erogazione del contributo si è interrotta per 6 mesi consecutivi cosa che ha spinto il proprietario dell’immobile a presentare la lettera di sfratto. La famiglia si è quindi mobilitata per risolvere il problema. Dal Comune, riconosciuto l’errore, è stata prontamente versata al proprietario la quota di arretrato. Ciò non ha però bloccato lo sfratto fissato per domani mattina. «Ci siamo sentiti abbandonati - ha raccontato Asik -. Siamo spaventati – spiega Ibrahimi -. Questo appartamento rappresenta la nostra casa, lo abbiamo ammobiliato e sistemato». L’assessore al sociale Sandro Repetto: «La situazione è conosciuta e monitorata da vicino dai servizi sociali - ha spiegato -. La mancata erogazione è stata sanata. Sappiamo che i pagamenti della famiglia sono stati regolari e ci sono i presupposti perché si arrivi a poter trattare la loro permanenza fino alla scadenza naturale del loro contratto nel 2018». Questo però, più che un dato di fatto, è un auspicio e il tempo sta per terminare. (l.o.)


