BOLZANO. La più giovane - Maria Valentini - ha 78 anni, le più anziane - Lilia Buzzoni e Caterina Pellegrino - 95.

Sono due coriste di “Ciribiribin”, il coro - creato una quindicina di anni fa dall’associazione Auser - che si occupa di anziani e in particolare di migliorarne la qualità di vita. L’età media viaggia sopra gli ottant’anni. Sono tutte donne, unico rappresentante maschile Giuseppe Muscatello, 92 anni, per molto tempo, assieme alla moglie, ha fatto volontariato all’interno dell’associazione.

Di questo coro speciale si è occupata di recente la trasmissione “Elisir”, condotta da Michele Mirabella e dedicata appunto al benessere nella terza età. Le formule, offerte da diverse associazioni, per cercare di riempire le giornate che con l’età tendono a diventare sempre più vuote sono diverse, in comune hanno come obiettivo la socializzazione. Che significa “costringere” le persone ad uscire di casa, mettersi un bel vestito, più in generale avere cura di sé: tutte cose che col tempo perdono importanza se il proprio mondo si riduce all’interno delle quattro mura di casa, dove non arriva mai nessuno. Ad eccezione dei figli o dei nipoti per una rapida visita. Unica compagnia: la televisione.

L’Auser offre diverse iniziative per fare della vecchiaia un periodo ancora attivo della vita: tra queste c’è il coro appunto. L’anima del gruppo è Ettorina Schiesaro, 80 anni: è la maestra, ma lei preferisce definirsi coordinatrice. «Anche i termini - precisa - sono importanti per far sì che tutti qui si possano sentire a proprio agio».

Lei il canto ce l’ha nel sangue: «A scuola - racconta - facevamo due ore alla settimana di questa disciplina e a casa mia si è sempre cantato e suonato. Quindi mi è piaciuta subito l’idea di creare un coro».

Le prove si tengono tutti i lunedì nella sede di piazza Don Bosco 1: si comincia puntuali alle tre. I coristi seduti intorno a un tavolo; Schiesaro al centro a dirigere, ad accompagnare i canti Rinaldo Pomati con la fisarmonica e in appoggio Renato Meran.

«Cantare – dice Lilia Buzzoni - allunga la vita. Il pensiero di dover venir qui il lunedì pomeriggio dà uno scopo al resto della settimana».

Non c’è nessuna pillola, nessuna terapia che possa dare gli stessi benefici di quel paio d’ore passate assieme cantando. Tanto che c’è chi vive in casa di riposo, ma il lunedì pomeriggio si fa accompagnare all’Auser per le prove.

Qualcuno arriva in sedie a rotelle accompagnato dai parenti. Un figlio racconta: «Caterina, mia madre, da quindici anni capisce, ma non riesce più a parlare. Eppure, potrà sembrare strano, canta, perché ha conservato la memoria di tante vecchie canzoni».

Oltre all’incontro settimanale per le prove, si va a cantare nelle case di riposo.

E quando arriva “Ciribiribin” per gli ospiti è una festa, perché la musica - ovunque e a tutte le età - è sinonimo di allegria e perché il repertorio proposto è l’occasione per rivivere antiche emozioni.

«Alla fine - racconta Schiesaro - cantano tutti: coriste e ospiti. Per me è una grande soddisfazione».

GUARDA IL VIDEO

E COMMENTA

WWW.ALTOADIGE.IT