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BOLZANO. «Il presidente della giunta provinciale e il sindaco condividono che la rinegoziazione di un testo di accordo di programma debba essere riaffidata alla conferenza dei servizi proprio per garantire la continuità e la coerenza con le fasi procedurali già svolte». È l’ultimo, da più parti contestatissimo, atto formale dell’ormai ex sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli: far ripartire l’iter del progetto Benko per l’areale della stazione autocorriere, ossia per il nuovo megastore. Della serie: me ne vado ma non mollo. Bocciato in consiglio comunale all’ultimo round utile per un solo voto, o meglio approvato ma con un numero di voti non sufficiente (ne mancava per l’appunto uno solo per ottenere la maggioranza necessaria), Benko era uscito dalla porta ma ora rientra dalla finestra.
Firmato pochi minuti prima di dimettersi, pubblicato alla velocità della luce all’albo pretorio del Comune nella mattinata di ieri e reso noto con tanto di comunicato stampa ufficiale del municipio ieri pomeriggio. È il documento che, per usare i termini burocratici ufficiali, decreta la ricomposizione della conferenza di servizi tra i soggetti interessati. Comune e Provincia.
Si decreta di ricomporre, ai sensi del famigerato articolo 55 quinquies della legge provinciale 13/97, la conferenza di servizio tra i rappresentanti dei soggetti interessati alla riqualificazione dell’areale di via Alto Adige, incaricandola di apportare al testo dell’accordo di programma con Benko «alcune possibili modifiche migliorative che non incidano sugli obiettivi e criteri fissati e sull’oggetto del procedimento ma che siano funzionali a una migliore gestione dell’accordo di programma».
Le varianti richieste per la precisione riguardano innanzitutto una «maggiore disponibilità di spazi pubblici - circa duemila metri quadrati - da destinare a servizi per la collettività: spazi per un asilo nido, per un centro giovanile, per un centro anziani eccetera».
In secondo luogo si chiede «una riduzione del numero di parcheggi che verranno realizzati all’interno dell’erigendo complesso».
Infine, si domanda di «predisporre le procedure di selezione per i soggetti che realizzeranno le infrastrutture pubbliche dell’areale in applicazione della normativa di settore in maniera che anche imprese locali vi possano partecipare».
Di seguito, vengono rinominati i membri della conferenza di servizi. Si tratta dell’ingegner Helmuth Moroder (nominato presidente, fino a ieri city manager, decaduto a seguito delle dimissioni di Spagnolli), dell’architetto Stefano Rebecchi, di Fulvio Rizzolo, del geometra Giovanni Seppi, di Ulrike Pichler, dell’ingegner Ivan Moroder, dell’ingegner Mario Begher, di Fabiola Petilli, dell’ingegner Anton Aschbacher, dell’architetto Frank Weber, dell’ingegner Günther Burger, del ragioner Johann Felderer e di Giulio Lazzara.
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