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CHIUSA. Per sintetizzare la notizia con un gioco di parole, si potrebbe dire che Chiusa è aperta all’arte. Qui però, grazie a un’opera non artistica ma edilizia, in realtà va a finire che il borgo chiusano si apre non solo all’arte storica, internazionale, di alto livello e valore, ma anche al turismo che all’arte, e in particolare alle esposizioni artistiche, è collegato. E tutto per una realizzazione, appunto, edilizia. Tutto grazie al fatto che, nell'ambito (e soprattutto con i fondi economici...) del progetto Interreg-IV denominato “Revita. Città storiche - Vita nuova”, è stato da poco ultimato nel Museo civico di Chiusa il nuovo deposito museale.
Un pezzo nuovo in un museo è di per sè un ossimoro, in realtà la tecnologia moderna aiuta la conservazione delle opere storiche e adesso, grazie a questa realizzazione, è possibile allestire nelle sale museali di Chiusa anche mostre di particolare valore. Si parte, in questo senso, con l'esposizione “Opere della fondazione Dr. Hans e Hildegard Koester di Dortmund”, in onore del chiusano d'elezione Alexander Koester (vedi box a destra, ndr), ma questa dovrebbe essere solo la prima di una lunga serie di esposizioni artistiche di respiro internazionale.
«Grazie alla recente realizzazione del deposito museale, ora al Museo civico si respira finalmente un'aria nuova», commenta soddisfatta il sindaco Maria Gasser Fink, grande appassionata di arte e cultura. «Così, finalmente - aggiunge - le preziose opere d'arte hanno trovato la giusta e sicura sistemazione».
Ma il vantaggio di aver creato un deposito museale all’avanguardia non si ferma alla conservazione delle opere di proprietà della struttura stessa. Il deposito infatti, inserito in un edificio storico (il “civico” è infatti nell’ex convento dei Cappuccini), concepito come uno spazio nello spazio e quindi adattabile, innovativo e di riferimento per il panorama museale, può essere d'esempio per altre cittadine e musei di piccola e media dimensione, anche fuori dai confini nazionali. Non solo: soprattutto, essendo stato costruito secondo standard museali e misure internazionali e all'avanguardia (conformemente all'Icom - International Council of Museums), è il presupposto per portare a Chiusa numerose esposizioni di alto livello. Questo perché i patrimoni che in musei di dimensioni contenute solitamente non potrebbero essere conservati in modo adeguato, a Chiusa potranno ora essere custoditi secondo gli standard previsti.
A lungo termine ne consegue che, grazie al deposito museale e all'allestimento di nuove mostre temporanee, aumenterà l'interesse dei visitatori e il Museo civico, nel centro storico di Chiusa, avrà nuova vita e la darà al paese. Infatti, secondo le intenzioni dell’amministrazione e della direzione del “civico”, il museo farà non solo da attrazione turistica o da punto di raccolta di collezioni museali, ma diventerà un luogo d'incontro e di discussione avveniristico. «Qui dovrebbero sentirsi a proprio agio persone di ogni età e di ogni provenienza, tanto gli abitanti del luogo che "quelli trasferiti di recente". La funzione del Museo civico può così esulare dal ruolo di centro di conservazione di oggetti espositivi», commenta soddisfatto Christoph Gasser, il direttore del museo.
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