BOLZANO. Magliette, penne, bloc notes per arrivare al diario sudtirolese della Stf con i poster dei bombaroli Georg Klotz e Sepp Kerschbaumer. La campagna elettorale per le provinciali sarà accompagnata da un assortimento di gadget. Come dovranno comportarsi le scuole? La politica può entrare in classe, sotto forma di gadget? La domanda è sensata e arriva la risposta della Garante per l’infanzia e l’adolescenza Nicolussi-Leck. Un po’ all’italiana, la risposta è «ni». Si rimanda la responsabilità alle iniziative individuali.

Questo il concetto: «Il materiale non può essere vietato, ma gli insegnanti possono impedirne temporaneamente l'utilizzo durante le loro lezioni». Il punto di partenza era stato proprio, diversi mesi fa, il diario scolastico della Südtiroler Freiheit, la cui nuova edizione è stata presentata lunedì. Il gadget della Stf, indirizzato ai giovanissimi, aveva provocato polemiche politiche accese. L’ufficio del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza aveva ricevuto richieste di chiarimento e ieri è stato diffuso il parere, elaborato dal costituzionalista Francesco Palermo. Così la presa di posizione del garante: «In Italia, al contrario di quanto accade in altri Paesi europei, non può essere vietato nelle scuole materiale di propaganda politica venduto al di fuori di esse. Tuttavia, gli insegnanti hanno la possibilità, sulla base della libertà di insegnamento, di vietarne temporaneamente l'utilizzo durante le lezioni».

Aggiunge Palermo: «Non può esserci un provvedimento delle intendenze, mentre sono possibili provvedimenti degli insegnanti o degli istituti, decisi insieme ai genitori». A presidi e insegnanti viene inoltre consigliato di promuovere discussioni sui temi che emergono dal materiale propagandistico, «per favorire la formazione di cittadini maggiorenni consapevoli».

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