BOLZANO. Manfred Schweigkofler, direttore della Fondazione teatro comunale e Auditorium, ha presentato a presidente provinciale Durnwalder, assessore provinciale Kasslatter Mur , sindaco Spagnolli e vicesindaco Ladinser, una proposta di riorganizzazione dei tre enti residenti nel teatro, vale a dire la fondazione stessa, il Tsb e le Vbb. Anticipato ieri, ecco in sintesi il documento nei suoi punti portanti che sfociano nella ipotesi di accorpamenti dei servizi tecnico-amministrativi e di una direzione unica.

I finanziamenti. Il documento ricorda che già nel corso del 2012 il bilancio provinciale è stato sottoposto a un congelamento del 5%, le cui conseguenze si ripercuoteranno anche sulle istituzioni culturali. Un quadro di ridimensionamento dei finanziamenti pubblici che proseguirà nei prossimi anni. A questo punto, sottolinea Schweigkofler, va colta l’opportunità di una revisione complessiva, dopo 12 anni senza cambiamenti, dell’assetto dal punto di vista dei contenuti, del personale e delle finanze.

I principi. Come premessa alle proposte di riorganizzazione, il direttore della fondazione sottolinea che i risparmi non devono essere indirizzati a una compressione delle attività. Ciò che ne deve uscire in definitiva dovrebbe essere una maggiore efficacia delle attività stesse.

La riorganizzazione. La proposta di Schweigkofler prevede una unica struttura amministrativa (con contabilità separate) per fondazione, Vbb e Tsb. Viene previsto anche l’appoggio ad un unico studio di commercialista, non più a tre consulenti diversi. Risparmi fino al 50% arriverebbero inoltre dall’unificazione delle consulenze legali e assicurative. Pari risparmi sono previsti anche dall’unificazione degli uffici stampa e comunicazione. Da accorpare anche archivi e magazzini.

Gli intoccabili. Essendo scontata una reazione a tale proposta, il documento sottolinea che «non possono esserci vacche sacre», non possono esserci «intoccabili» (in italiano nel testo) e orticelli politici. Serve invece «piena trasparenza». «Si deve giocare a carte scoperte».

I confronti. Le cifre in sé non sono decisive, perché sono sempre relative., si legge. 100 mila euro, possono essere molti o pochi. Ciò che serve è verificare che cosa si risce a fare con quella cifra, con quante persone e con quali risultati. E verificare quali risultati ottengono altri a parità di cifre.

I modelli. L’obiettivo è risparmiare denaro speso oggi nei settori della amministrazione, organizzazione e comunicazione, per riservare più risorse alla produzione culturale.

La prudenza. La riforma organizzativa provocherà reazioni negative tra le diverse realtà coinvolte. Sarà dunque importante, è l’avvertenza, impostare la discussione sull’utilità di una simile ristrutturazione con tutti i protagonisti. Eventuali variazioni di statuto o simili sono il risultato di un processo, non il traguardo prefissato. Tra gli ostacoli immaginati, ci sono le sensibilità artistiche, quindi la riorganizzazione non dovrebbe comportare significativi cambiamenti in quell’ambito. Ci sono anche sensibilità politiche coinvolte, viene sottolineato, visto che «certe istituzioni culturali sono diventate territorio di alcuni esponenti politici».

Le cifre. Il teatro ospita tre enti di produzione, la Fondazione, le Vbb e il Tsb. La fondazione però, nata proprio come struttura di gestione della «casa», offre propri servizi a terzi, tra cui gli altri due enti residenti. Schweigkofler sottolinea che il personale della fondazione, tra cui portieri, cassieri e 12 tecnici, lavora al 95% per terzi. «Allo stesso modo il 95% delle spese di gestione della struttura (energia, sorveglianza, sicurezza, telefono) vengono assorbiti da terzi. In sintesi, circa 3 milioni del budget della fondazione rappresenterebbe un finanziamento indiretto ad altri enti.

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