BOLZANO. Sfida secca tra candidati alla Camera in quattro collegi uninominali nella provincia di Bolzano. Quattro deputati scelti in Trentino con collegi uninominali. Più altri tre seggi assegnati in un listino proporzionale in comune tra Alto Adige e Trentino. È questo lo schema con 11 deputati previsto per il Trentino Alto Adige all’interno dell’Italicum, il disegno di legge elettorale che tornerà domani in discussione alla Camera. La legge è contestata perché favorirebbe la Svp, con una vittoria facile in tre collegi, che significa anche meno spese di campagna elettorale. Un dossier della Camera conferma lo schema, effettuando una proiezione sul Mattarellum in base ai risultati delle politiche del 2013 . Si legge nel dossier: «Nella circoscrizione Trentino Alto Adige 3 seggi uninominali sarebbero assegnati alla lista Svp, 3 alla lista Pd, entrambe coalizzate nella coalizione Bersani. I restanti due seggi uninominali sarebbero appannaggio della lista Scelta Civica. I tre seggi della quota proporzionale seguirebbero l’esito del ballottaggio: due seggi alla lista o coalizione vincente e il terzo alle altre liste o coalizioni».

Il Trentino Alto Adige fa eccezione rispetto al sistema di collegi plurinominali previsto dall’Italicum. Nella nostra regione si torna al Mattarellum, grazie un modello la cui paternità è attribuita a Gianclaudio Bressa, il sottosegretario del Pd contro cui anche ieri si è scagliata Michaela Biancofiore (Fi). Ma la deputata non è l’unica a protestare. C’è un asse trasversale da sinistra a destra, con partiti italiani e sudtirolesi, che punta a correggere la legge, eliminando lo schema dei collegi uninominali. Secondo il disegno di legge in discussione, l’Alto Adige tornerebbe ad essere diviso in quattro collegi: Bolzano-Laives, Bolzano-Oltradige/Bassa Atesina, Merano-Val Venosta, Val d’Isarco-Pusteria. Nel collegio Bolzano-Laives c’è l’unica possibilità di elezione di un deputato di lingua italiana. (fr.g.)

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