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Bolzano. Come annunciato, la commissione disciplinare dell’Azienda sanitaria (presieduta dal dottor Marco Cappello) ha deciso ieri mattina la sospensione immediata del dottor Paolo Girardi, il chirurgo pediatrico dell’ospedale di San Maurizio agli arresti domiciliari per la truffa delle circoncisioni rituali. Il professionista deve rispondere di truffa aggravata (ai danni della stessa Asl), falso ideologico e peculato. Da venerdì scorso il dottor Girardi non è più in grado di garantire la propria presenza sul posto di lavoro in quanto in stato di arresto. Dunque, anche sulla base del regolamento di disciplina in vigore, la sospensione da ogni incarico professionale è una conseguenza inevitabile. Così come inevitabile è il blocco totale dello stipendio con un minimo vitale riconosciuto di 500 euro mensili. Il provvedimento deciso ieri mattina è dunque un vero e proprio atto dovuto. Non è stato ancora notificato al diretto interessato in quanto i vertici dell’Azienda sanitaria non hanno ricevuto in tempo, ieri, la comunicazione ufficiale del provvedimento restrittivo assunto dal giudice delle indagini preliminari Walter Pelino su richiesta della Procura. La sospensione verrà probabilmente ufficializzata quest’oggi ed avrà decorrenza retroattiva da venerdì 17, giorno in cui il medico chirurgo è stato arrestato. Come noto il dottor Paolo Girardi è accusato di aver incassato “in nero”, a livello privato, dai 300 ai 400 euro per ogni operazione di circoncisione di bambini di religione musulmana, il cui costo sarebbe stato indebitamente caricato al servizio sanitario pubblico come intervento terapeutico. In realtà le famiglie dei bimbi circoncisi avrebbero dovuto pagare privatamente 897 euro. Le false classificazioni degli interventi da parte del dottor Girardi avrebbero permesso alle famiglie di risparmiare la somma prevista caricando i costi al servizio sanitario pubblico mente il medico (utilizzando la struttura ospedaliera) incassava personalmente del denaro “in nero”. Una condotta che a livello disciplinare porterebbe potenzialmente al licenziamento del chirurgo che domani comparirà davanti al giudice per l’udienza di garanzia. L’avvocato difensore Beniamino Migliucci non ha fatto mistero di ritenere il provvedimento cautelare (per pericolo di inquinamento del quadro probatorio) non più attuale, in quanto le indagini a carico del chirurgo avrebbero già portato a verbalizzare decine di testimonianze da parte delle famiglie musulmane coinvolte. Se domani il giudice dovesse revocare la custodia cautelare, la commissione disciplina non potrebbe confermare la sospensione dal lavoro. Questo per mancanza di un requisito. Le disposizioni in vigore infatti prevedono che la sospensione possa scattare ugualmente solo in caso di condotta in grado di portare al licenziamento (requisito esistente) e in caso di rinvio a giudizio già disposto dalla magistratura (che nel caso del dottor Girardi non è ancora stato deciso).


