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Bolzano. Una città sconvolta. La morte di Mattia Uruci, così si chiamava il bimbo spirato all’ospedale di Vicenza dopo quattro giorni d’agonia, ha sconvolto l’intera città di Bolzano. Una città che, da lunedì scorso, quando il piccolo era stato recuperato in gravissime condizioni dalle acque di una piscina del Lido, aveva sperato e pregato per un miracolo. Che non è arrivato. Venerdì mattina, le apparecchiature del reparto di Terapia Intensiva Pediatrica non avevano più rilevato attività cerebrale e, in serata, trascorse le 12 ore fissate dalla legge, i medici del nosocomio veneto non avevano potuto far altro che dichiarare la morte del piccolo. Per tutta la giornata di ieri, decine e decine di messaggi sui profili Facebook della mamma e del papà di Mattia, Marsida e Ledi Uruci. L’intera comunità albanese si è idealmente stretta a loro, entrambi originari della splendida cittadina di Belsh, nella Terra delle Aquile.


