Bolzano. La ex senatrice altoatesina Adriana Pasquali ha deciso di donare un mese del suo vitalizio da parlamentare per aiutare i terremotati di Amatrice. La senatrice mette la somma a disposizione del nostro giornale per impiegarla in un progetto concreto nelle zone del sisma. Un’idea subito rilanciata dal direttore Alberto Faustini con l’invito ad aderire ad altri professionisti della politica, versando un contributo sul conto corrente che verrà aperto nei prossimi giorni.

UN MESE DI VITALIZO PER I TERREMOTATI - La lettera di Adriana Pasquali
Egregio Direttore, la recente tragedia del terremoto, che ha distrutto Amatrice e molti altri paesi al centro del tremendo sisma, ha sconvolto tutti noi. Ma essere vicini ai poveri terremotati, a coloro che hanno perso non solo la casa, ma anche la moglie, il marito, i figli o i genitori, non ci autorizza ad esprimere la nostra vicinanza solo con le parole: una sincera partecipazione si dimostra solo con i fatti.

Ecco perché ritengo che sia necessario contribuire, ciascuno a seconda delle proprie possibilità, alla ricostruzione ed a rendere meno dura la vita di coloro che dovranno trascorrere un inverno - prevedibilmente rigido- in tenda. Un piccolo contributo, anche se rappresenterà solo un granello di sabbia, potrà essere utile.

Personalmente sento il dovere di farlo: lo farei in silenzio come è giusto che vengano attuate tutte le opere di beneficenza e le opere buone. Peraltro va considerato che, se ognuno di noi farà conoscere la sua offerta, si porrà provocatoriamente come esempio a chi si trovasse nelle sue stesse condizioni economiche, con riferimento al suo personale percorso politico. Insomma io intendo gettare un sasso nello stagno, in modo che i parlamentari della Provincia, non importa se in carica o se ex-come me- si mettano una mano sulla coscienza.Offro infatti una mensilità del mio vitalizio(tanto vituperato!) di ex-Senatrice per quell’opera o quell’ente, a cui il quotidiano da Lei diretto vorrà destinarlo. Spero tanto che qualcuno segua il mio esempio!

Adriana Pasquali

P.S. A proposito del vitalizio, non può vergognarsi di riceverlo chi – come me - ha messo in gioco la propria salute per eccesso di lavoro nei palazzi romani, nonché per aver dovuto abbandonare a fine legislatura l’attività professionale in quel settore forense che amavo tanto, quando ho dovuto dire addio per sempre alle aule penali.

SPERIAMO CHE ALTRI LA SEGUANO - La risposta del direttore Alberto Faustini

Confesso: mi ha spiazzato, senatrice. Piacevolmente spiazzato. Prima di tutto mi tolgo il capello al suo cospetto: il suo è un gesto bello e assolutamente non scontato. Non solo: mi piace immaginare che sia l’inizio di qualcosa e che altri possano seguirla. Penso ai parlamentari di oggi e di ieri, ai consiglieri provinciali di oggi e di ieri, ma anche ai membri di consigli d’amministrazione, di oggi e di ieri, persone che spesso hanno avuto ottime prebende grazie alla politica. Dunque mi impegno ad attivare molto presto un conto corrente - che sarà ovviamente aperto a qualsiasi tipo di donazione per i terremotati - e a scegliere, insieme ai lettori, come investire questo denaro.

La cosa più semplice sarebbe quella di appoggiare iniziative che già stanno nascendo sul nostro territorio. Ma la cosa più bella - accanto al suo gesto, che ha anche il merito di riavvicinare la politica e i politici ai cittadini e in articolare alle tante donne e ai tanti uomini che, in silenzio, si sono messi subito in gioco per aiutare chi è rimasto senza tutto - mi pare una sola: condividere appunto questa iniziativa con i nostri lettori, sperando che nel frattempo il “gruzzoletto” cresca. Il terremoto non toglie solo la vita, i ricordi e un passato che è fatto di luoghi, di muri, di punti di riferimento, di approdi sicuri. Il terremoto si porta via anche il presente e il futuro. Perché a sgretolarsi, a non reggere il peso delle scosse, è prima di ogni altra cosa la speranza. È dunque su queste macerie - fatte di anima e di mattoni, di esistenze e di palazzi - che si può ricostruire qualcosa: la fiducia. E la fiducia ha bisogno di gesti ancor prima che di denaro (e in questo caso abbiamo l’importanza del gesto e un contributo concreto in denaro). Ha bisogno di riflettori sempre accesi, anche quando si rischierà di andare a dormire senza ricordarsi di chi non ha più un letto, di chi non ha più una camera, di chi non ha più una famiglia. Anche quando i media si occuperanno d’altro. Anche quando si dimenticheranno le tante promesse in questi giorni. Per questo non considero la sua una promessa, ma una premessa.

Alberto Faustini

Infine: il vitalizio non è uno scandalo in sé. Diventa scandaloso quando lo si percepisce con regole molto diverse da quelle che consentono ad esempio a noi comuni mortali di avere una pensione o quando qualcuno, come è successo nella nostra terra, s’inventa anche le liquidazioni d’oro.