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MERANO. È stato un grande spot a favore del golf quello proposto ieri in città, dove, sulle singolari buche allestite in centro, si sono sfidati in una settantina fra cui gli sciatori Peter Fill e Peter Runggaldier, la gloria calcistica del Torino, della Samp e della nazionale Beppe Dossena, il "Diablo" Claudio Chiappucci che furoreggiava nei grandi appuntamenti ciclistici.
Ma c’erano anche altri volti noti fra chi ha voluto partecipare a "In City Golf", la manifestazione che si è svolta per tutta la giornata favorita da uno splendido sole neanche troppo caldo. Diciotto le buche disegnate nei luoghi simbolo di Merano riservate ai giocatori, invitati dall’Azienda di soggiorno che ha organizzato l’evento assieme all’agenzia Curtes, ma chiunque ha avuto il desiderio di cimentarsi in qualche colpo l’ha potuto fare gratuitamente alla «Public Hole» allestita sul Lungopassirio presso ponte della Posta.
Numerosi i bambini che non hanno perduto l’occasione per divertirsi con la mazza e le palline. L’inizio della manifestazione ha visto il saluto di Ingrid Hofer, presidente dell’azienda di soggiorno e abile golfista. "In City Golf" combina il classico gioco del golf con speciali sfide in scena nei più suggestivi scorci dei contesti urbani. A Merano il circuito ha portato sul tetto delle Terme, presso castello Principesco e al parco Elisabetta, in piazza Duomo e alla Wandelhalle, al Kurhaus e sulla Promenade.
Si è giocato con apposite palline-soft (più leggere di quelle tradizionali) e ciascuna delle 18 buche è stata caratterizzata da uno sponsor. Veniva richiesta grande abilità e ogni giocatore doveva avere dimestichezza con le diverse tecniche per affrontare le difficoltà, dovute sia al tipo di pallina, sia al contesto ben diverso dal classico green, sia agli svolgimenti originali studiati dagli organizzatori.
Beppe Dossena, il popolare ex calciatore, ha spiegato la tecnica particolare di questo tipo di golf: "Non deve trarre in inganno ma la prova è tutt’altro che semplice. Bisogna fare confidenza con il tipo di pallina e con spazi ridotti rispetto a quelli abituali". Anche Claudio Chiappucci e Peter Fill hanno evidenziato "il ruolo che manifestazioni del genere hanno sempre avuto: quello di avvicinare la gente ad una disciplina che a torto viene definita solo di élite".
La manifestazione è stata una sfida e un momento di divertimento per giocatori e spettatori, tutti affascinati dalle location scelte per le varie postazioni di gioco e per le caratteristiche delle varie buche, come quella in piazza Duomo dove la pallina colpita dal sagrato della chiesa stessa doveva infilarsi in un’auto d’epoca parcheggiata davanti all’ex Poetzelberger, oppure il percorso fra i fiori realizzato davanti al monumento di Sissi. "La speranza - ha detto ancora Chiappucci fermato ad ogni spostamento da chi gli chiedeva un autografo - è soprattutto nei giovani che, grazie a manifestazioni come questa, possono avvicinarsi a questo sport". Ha aggiunto Peter Fill: "E chissà che fra loro non possa emergere qualche campione". Parola di uno come lui che, in fatto di vittorie, nello sci ha fatto già la storia.
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