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Bolzano. Il Monteverdi è sceso a Roma, al ministero dell'Università. Ed è risalito a Bolzano con in tasca un'assicurazione del viceministro: «Qualsiasi trattativa tra conservatorio e Unibz deve avvenire su un piano di assoluta pariteticità». Paritetico è più di paritario. Dà per scontata la condivisione ma va oltre. Sta a significare che anche quantitativamente le delegazioni devono essere sullo stesso piano. Nessun primo della classe, niente piedistalli o rendite di posizione ha voluto dire Lorenzo Fioramonti,dal quale Giacomo Fornari era sceso con in tasca un documento di fuoco e che non ha tirato fuori per la semplice ragione che il governo sembra aver compreso il senso di disagio di un intero corpo docente senza necessità di traduzioni. Ma alcune cose sono state dette a Roma. Dal direttore del conservatorio stesso e dagli altri delegati di piazza Domenicani. Del tipo: è la stessa Costituzione che, all'articolo 33 dice con molta chiarezza come istituti di alta cultura ( tra cui il Monteverdi, che infatti possiede un suo statuto) o università siano dotati degli stessi requisiti di autonomia. Far scendere di livello i primi, secondo Fornari, farebbe subito odorare di incostituzionalità qualsiasi norma che andasse a privilegiare le seconde. E poi la legge 508 del '99 che a sua volta traccia le linee di un insegnamento musicale dotato di tutti i crismi per autoregolarsi e dirigersi in autonomia. A cui in ogni caso anche la "leggina" provinciale su cui si basa questo complesso percorso di passaggio verso la creazione di una facoltà di Musica dovrebbe adeguarsi.
Trattativa al ministero
Altro punto a favore del Conservatorio è stata una seconda promessa del viceministro: a Roma, da settembre, sarà istituito un tavolo di trattativa presso lo stesso dicastero in cui i tre soggetti in campo (Monteverdi, Università e Provincia) potranno trovare un secondo livello di confronto dopo quello che avranno a breve a Bolzano. Tutto questo significa una serie di cose. La prima è che l'avvio della trattativa sulla bozza con lo schema della nuova facoltà tracciato dai consulenti Lub avrà sì un suo inizio a Bolzano, con presente da Provincia («E questo è stato un gran risultato dopo mesi di assenza di qualsiasi comunicazione in proposito - ha detto Fornari - e di questo ringraziamo anche Kompatscher...»), ma potrà garantirsi una ulteriore sponda anche al ministero. «Così ci sentiamo più sicuri - hanno detto i delegati a Roma - perchè il rischio era trovarci in minoranza, stretti solo tra Provincia e Unib«».
L'altra questione è che le rassicurazioni del ministro sulla necessità di una “situazione paritetica” tra ateneo di Bolzano e conservatorio Monteverdi dovranno essere comunque tenute in conto. E sono un ulteriore contrappeso rispetto alle situazioni emerse dalla bozza di Unibz e, d'altra parte, un sostegno formale e sostanziale alle posizioni e alle controdeduzioni che, dopo quasi un anno e mezzo di silenzio, il Monteverdi potrà finalmente presentare al tavolo di trattativa.
Tra le quali l'autonomia dell'istituzione, il ruolo degli insegnanti, la libertà nelle metodologie di insegnamento. E poi il fatto che «è il conservatorio a diventare università, secondo legge, e non l'università a farci un po' di spazio tra le sezioni della sua nuova facoltà» hanno detto i professori. Ed ha confermato lo stesso direttore Fornari. I quali sono attesi, da qui a pochi giorni, dall'avvio del tavolo di confronto.
Dunque, inizia la lunga estate calda del Monteverdi. Che spera di non veder conclusa la sua stagione fatta di prestigio e soprattutto di autonomia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Trattativa al ministero
Altro punto a favore del Conservatorio è stata una seconda promessa del viceministro: a Roma, da settembre, sarà istituito un tavolo di trattativa presso lo stesso dicastero in cui i tre soggetti in campo (Monteverdi, Università e Provincia) potranno trovare un secondo livello di confronto dopo quello che avranno a breve a Bolzano. Tutto questo significa una serie di cose. La prima è che l'avvio della trattativa sulla bozza con lo schema della nuova facoltà tracciato dai consulenti Lub avrà sì un suo inizio a Bolzano, con presente da Provincia («E questo è stato un gran risultato dopo mesi di assenza di qualsiasi comunicazione in proposito - ha detto Fornari - e di questo ringraziamo anche Kompatscher...»), ma potrà garantirsi una ulteriore sponda anche al ministero. «Così ci sentiamo più sicuri - hanno detto i delegati a Roma - perchè il rischio era trovarci in minoranza, stretti solo tra Provincia e Unib«».
L'altra questione è che le rassicurazioni del ministro sulla necessità di una “situazione paritetica” tra ateneo di Bolzano e conservatorio Monteverdi dovranno essere comunque tenute in conto. E sono un ulteriore contrappeso rispetto alle situazioni emerse dalla bozza di Unibz e, d'altra parte, un sostegno formale e sostanziale alle posizioni e alle controdeduzioni che, dopo quasi un anno e mezzo di silenzio, il Monteverdi potrà finalmente presentare al tavolo di trattativa.
Tra le quali l'autonomia dell'istituzione, il ruolo degli insegnanti, la libertà nelle metodologie di insegnamento. E poi il fatto che «è il conservatorio a diventare università, secondo legge, e non l'università a farci un po' di spazio tra le sezioni della sua nuova facoltà» hanno detto i professori. Ed ha confermato lo stesso direttore Fornari. I quali sono attesi, da qui a pochi giorni, dall'avvio del tavolo di confronto.
Dunque, inizia la lunga estate calda del Monteverdi. Che spera di non veder conclusa la sua stagione fatta di prestigio e soprattutto di autonomia.
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