MERANO. Che fine ha fatto “Bobinet”, la toilette per cani la cui pubblica sperimentazione doveva avvenire a Merano? La sua installazione, in via San Francesco, era stata annunciata per fine primavera. È passata un’estate, e del vespasiano per gli amici a quattro zampe non s’è vista neppure l’ombra. Per ora condannato all’oblio, parrebbe, per la gogna mediatica a cui è stato sottoposto.

La pubblica opinone aspettava “Bobinet” al varco. Inevitabile, considerato il contenuto del progetto, ovvero una toilette alla quale i cani dovevano essere condotti dal padrone. Ma anche perché lo studio dell’“area attrezzata per deiezioni canine” (la definizione ufficiale) era stato cofinanziato dalla Provincia, ripartizione innovazione e ricerca, con 184 mila euro. Un contributo che aveva fatto partire bordate di critiche. «È un investimento - aveva parato il colpo l’assessore provinciale Bizzo - in una ricerca condotta da un ente accreditato presso il Miur (le bolzanine Tecnovia e Cdm, ndr). Il progetto dovrebbe portare a un prototipo commerciabile, che dovrebbe consentire alle ditte proponenti una posizione di mercato esclusiva, oltre che offrire posti di lavoro qualificati». Non si può giudicare solo in base al costo, secondo Bizzo, ma anche rispetto all’utilità di quanto proposto.

Il Comune di Merano aveva dato la propria disponibiltà a ospitare il test. Nessun costo in carico al municipio. Il progetto era stato presentato in una conferenza stampa ad aprile, con l’annuncio dell’esordio nel giro di qualche settimana. Poi, invece, più nulla oltre alle polemiche. «Noi abbiamo concesso l’autorizzazione - spiega Andrea Casolari, assessore comunale ambiente - la ditta ora opera a sua discrezione». Già, l’azienda: «La sperimentazione sta proseguendo internamente», si limita a dire. Si continua a lavorare lontano da occhi indiscreti e dai denigratori che hanno bocciato il progetto ancor prima di vederlo all’opera. Probabilmente le critiche piovute hanno fatto desistere a compiere il test sul territorio che ha cofinanziato il progetto, dirottando il prototipo altrove. Anche se non è escluso che prima o poi compaia a Merano. Il laboratorio Tecnovia, tra il resto, ha investito oltre 100 mila euro su un’idea che è suffragata da ricerche scientifiche e pareri di etologi. “Bobinet” era stato presentato come una piattaforma di 4 metri per 2, nella quale i proprietari (la cui disponibilità è indispensabile) invitano a entrare i propri cani che, una volta “ambientatisi”, fanno i propri bisogni. Alla loro uscita uno sciacquone ripulisce il tutto. Può funzionare? L’esame pubblico, per ora, è rimandato.

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