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BOLZANO. «Abbiamo interessato l’ambasciata tedesca a Berna: vogliamo che anche il Paese di origine di Cosima si occupi del caso della morte misteriosa della sua concittadina». Prosegue il pressing dell’avvocato Luisa Zambon, collega di Cosima Corinne Schütterle, trovata morta alla fine di luglio in Svizzera, dopo che di lei si erano perse le tracce, proprio in Alto Adige. La professionista, che da anni viveva e lavorava presso il prestigioso studio Sutti di via Monte Napoleone a Milano, l’11 giugno si era fermata per una notte all’hotel Edelweiss di Resia. Di lì è sparita la mattina successiva, lasciando tutto nella stanza, tranne i suoi due cani ai quali era molto affezionata. Il suo corpo è stato ritrovato, alla fine di luglio, in una zona boschiva a quota 2.500 metri, sul versante svizzero del Bernina.
Per i colleghi nella scomparsa della donna ci sono troppi lati oscuri, sospettano che sia stata uccisa. Mentre per la Procura svizzera l’autopsia avrebbe rilevando solo una frattura di una tibia, lesione che - secondo gli inquirenti - le avrebbe impedito di raggiungere la macchina che si trovava a più di tre ore di distanza. La donna, in base a questa ricostruzione, sarebbe morta di stenti.
I colleghi chiedono - e sperano che della vicenda si faccia carico anche l’ambasciata germanica - che venga effettuata una nuova autopsia.
Attualmente il corpo della professionista è all’ospedale di Coira nel cantone dei Grigioni in attesa dei risultati dell’esame del Dna.
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