BOLZANO. Ventiduemila in quattro mesi. Tanti? Moltissimi. E' una sorpresa, il monumento ridedicato. Da quando è stato aperto il museo sotto la Vittoria una marea di visitatori. E un segno dei tempi nuovi e della voglia di riappropriarsi di una parte di Bolzano senza tenersi sulle spalle tutti i carichi del passato. Un altro segno è che la 22millesima, la visitatrice-simbolo che ha fatto cifra tonda, è una ragazza della III liceo classico Walther von der Vogelweide. Fatto che si porta dietro due considerazioni. La prima è che si tratta di uno dei tanti giovani che sono entrati nella cripta e hanno guardato al monumento 2.0 con altri occhi, appartenenti ad una generazione che, per la gran parte, non ci era mai salita ne entrata. La seconda è nominalistica ma abbastanza evocativa: il Walther alla Vittoria. E' un incrocio storico-politico abbastanza improbabile soltanto qualche mese fa e che spiega anche formalmente il senso dell'operazione. «Giovani e adulti si dividono al 50% - spiega Patrizia Trincanato- questo significa che chi arriva a guardarsi il museo e quello che ci abbiamo scritto dentro non sono soltanto cittadini che hanno vissuto gli anni difficili degli scontri e che hanno visto in prima persona quegli eventi, ma anche ragazzi che fino a ieri non erano molto informati della questione» .Era, questo, uno degli obiettivi dell'assessora quando, con tutta la giunta comunale e con l'aiuto di Durnwalder, partì l'operazione depotenziamento museale. L'altra cosa importante è l'arrivo del ladino. Escluso, soprattutto per ragioni pratiche, dalla trilinguità dell'inaugurazione (italiano, tedesco e inglese), il ladino è ora in tutte le guide. Soddisfatto Leander Moroder che, tuttavia, avrebbe voluto il ladino anche nei pannelli del percorso: «Vedere la città dall'alto di un luogo che consideravo infausto - ha detto - è comunque per me una grande gioia». Operazione, quella del ladino ovunque, che Hannes Obermair, uno degli esperti che guidarono il percorso d'avvicinamento al nuovo museo della Vittoria e a capo dell'Archivio storico, giudica per ora ancora complicata, sia logisticamente che dal punto di vista della traduzione. A proposito di esperti, sta facendo passi avanti decisivi anche l'altra operazione parallela a quella del monumento, vale a dire il depotenziamento del duce a cavallo. «Ho visto pochi giorni fa Kompatscher - rivela Patrizia Trincanato- e ci siamo accordati per una veloce ripartenza dell'operazione». Ma Piffrader sarà ridefinito prima o dopo le elezioni comunali? «Io spingo perché avvenga prima. Anzi , ne sono certa». A primavera, dunque, avremo il nuovo duce. I particolari di questa seconda operazione non sono comunque ancora stati definiti. L'unica cosa certa è che la commissione che seguirà il percorso e indicherà le soluzioni anche urbanistiche sarà la stessa che ha operato alla Vittoria. Del gruppo farà parte anche Ugo Soragni, anche se la competenza sul palazzo è del ministero delle Finanze e non di quello della Cultura.
Il Monumento ora parla anche ladino
Inserite le guide all’Arco di Piacentini “depotenziato”. Duce a cavallo, il Comune accelera
30 novembre 2014 • 02:18

