BOLZANO. La ciclabile, che quando sarà ultimata collegherà il quartiere Casanova a Firmian, è nuova di zecca; invece il muro del lager che costeggia da un lato parte del tracciato creato ad hoc per le bici e dall’altro il cortile dei condomini, sta cadendo a pezzi.

Non è solo una questione estetica, ma - come denunciano gli abitanti della zona oltre che Claudio Della Ratta ed Enrico Lillo, rispettivamente consigliere comunale e consigliere di circoscrizione - un pericolo per pedoni e ciclisti che passano da quelle parti.

A preoccupare è il fatto che si stanno staccando grossi pezzi di intonaco; il muro è pericolosamente inclinato verso la ciclabile e appoggia sui nuovi pali dell’illuminazione che - se non si interviene presto - rischiano di crollare sotto il peso del muro.

Inoltre, per tenere in piedi le colonne di un vecchio ingresso, è stato messo un cavo d’acciaio collegato a dei ganci. «È vero - commenta Lillo - che il muro non è di proprietà comunale, è vero che il muro di cinta è probabilmente protetto per via della sua storia, ma è anche vero che magari risparmiando sulle panchine d’oro di piazza Università in pieno centro(9.356 euro ciascuna), una manutenzione in periferia ad un muro pericolante si sarebbe anche potuta fare. Comunque, al di là di tutta una serie di ipotesi su come e cosa si poteva fare, rimane il fatto che la pista pedociclabile è stata realizzata sotto un muro pericolante (il muro crollato in via di Mezzo ai Piani dovrebbe insegnare qualcosa), e quindi l’invito all’amministrazione comunale è ad intervenire al più presto».

A sollevare per primo la questione, un paio di mesi fa, era stato Orfeo Donatini, presidente dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi): «Il muro in effetti non è di proprietà del Comune, ma dello Stato, in particolare della Sovrintendenza di Verona. Tocca però al Comune curarne la manutenzione: è indecente oltre che rischioso lasciare che un pezzo di storia della città cada a pezzi. Mi aspettavo che si approfittasse dei lavori sulla ciclabile, per sistemarlo. Era il modo più semplice e veloce per risolvere il problema in modo definitivo. Ma, nonostante le assicurazioni ottenute, non è successo nulla. Il muro è messo sempre peggio».

La speranza del presidente dell’Anpi, oltre che degli abitanti del quartiere, è che la stessa cura che si mette nel tenere il pezzo di muro dove si fanno le cerimonie ufficiali in occasione del 25 aprile e dove si portano le scolaresche che arrivano un po’ da tutt’Italia, si metta anche su questa parte di manufatto che guarda verso la campagna e quindi, fino a quando è stata realizzata la ciclabile, era nascosta alla vista. Tanto che nessuno - o soltanto pochi - aveva notato il pessimo stato di manutenzione di quelle poche decine di metri di muro.

«Faremo la manutenzione - assicura il sindaco Renzo Caramaschi - metteremo a posto il muro, perché è doveroso conservare la memoria di quel luogo: di lì sono passate centinaia di persone dirette nei campi di sterminio».

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