BRESSANONE. Un medico solo che deve dividersi fra Bressanone e Vipiteno? Non può essere, ma è l’esperienza toccata ieri a un nostro lettore. «Ho dovuto rivolgermi all’ospedale di Bressanone per una visita neurologica, ma l’infermiera mi ha risposto che il medico non c’era, in quanto impegnato a Vipiteno. Sono questi gli effetti dei nuovi tagli? Non si potrebbe risparmiare su altro?».

È una reazione indignata, perché dalla sanità si vorrebbero risposte immediate ed un’efficienza cristallina: si sta parlando della salute e della vita stessa delle persone. Ovvio quindi che la sensibilità sia ai massimi. La risposta al “disguido” la dà il primario stesso del reparto di neurologia, il dottor Arno Gasperi, la cui sede è a Brunico. E già qui viene svelato il primo “mistero”: neurologia ha un primario solo per gli ospedali di Brunico, Bressanone e Vipiteno e questo non dipende dall’ultima riforma sanitaria, ma da una prassi consolidata ormai da un ventennio. Non si tratta di un’anomalia, di un caso isolato. Anche otorino, oculistica e dermatologia, tanto per fare degli esempi hanno la stessa organizzazione.

Ma torniamo al caso di ieri. «Il reparto di Bressanone - spiega il primario - può contare su due medici. Due volte a settimana uno dei due medici va a Vipiteno per le ore ambulatoriali previste: il martedì e il venerdì dalle 8 alle 12. In contemporanea il collega era impegnato in un congresso, ma situazioni di questo tipo potrebbero verificarsi per esempio in caso di malattia, ferie emergenze o altro. Per la verità succede molto raramente e comunque va sottolineato che le urgenze sono sempre e comunque coperte». Di solito, infatti, le visite sono su appuntamento e nei casi di emergenza c’è il pronto soccorso. C’è però anche una buona notizia, che in teoria dovrebbe evitare problemi come quello registrato ieri mattina. «Sì, dopo tanta attesa abbiamo ottenuto un rinforzo: da maggio a Bressanone saranno in servizio tre medici».

Il primario unico per tre ospedali (a proposito, piccola curiosità: il primo neurologo in provincia era di stanza a Vipiteno, ora lì il medico c’è solo due mattine a settimana) non solo non è un’eccezione, ma fa parte cosciente dell’organizzazione sanitaria provinciale. «Il sistema funziona molto bene - chiarisce il primario - perché l’organizzazione è centralizzata, ma i medici sono sul territorio. Non sono i pazienti che devono spostarsi, soprattutto nel settore della neurologia dove il rapporto tra dottore e assistito è molto importante, così come il rapporto tra paziente e il luogo che lui riconosce». Non si tratta quindi di una questione di risparmio economico, ma di una precisa scelta organizzativa. Anche se, inutile nasconderlo, ha i suoi benefici anche dal punto di vista del bilancio: un primario anziché tre significa anche un costo più contenuto per il servizio.